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Nuova variante di leucemia mieloide acuta scoperta da un team UniBa

Pubblicato lo studio su Biomarker Research

Pubblicato da: redazione | Sab, 1 Novembre 2025 - 17:20
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Una nuova variante di leucemia mieloide acuta (LMA) è stata identificata dai ricercatori dell’Università di Bari. Lo studio, coordinato dal Prof. Francesco Albano della Sezione di Ematologia con Trapianto del Dipartimento di Medicina di Precisione e Rigenerativa e Area Jonica (DIMEPRE-J), è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Biomarker Research (Impact Factor 11.5).

La ricerca, realizzata in collaborazione con l’Istituto di Biomembrane, Bioenergetica e Biotecnologie Molecolari (CNR Bari), ha rivelato le caratteristiche biologiche e cliniche di un sottogruppo di pazienti con LMA che presentano splenomegalia, ossia un ingrossamento della milza. In circa un caso su dieci, infatti, la malattia non resta confinata al midollo osseo, ma coinvolge anche questo organo, che diventa un vero e proprio sito di accumulo delle cellule leucemiche.

“How many roads must a cell walk down?” – parafrasando Bob Dylan, questa immagine diventa oggi il simbolo di una interessante scoperta scientifica: il team ha scoperto infatti, che in questi casi le cellule leucemiche seguono un percorso biologico alternativo, guidato da specifici programmi molecolari che ne favoriscono la migrazione e l’adesione al tessuto splenico. Si tratta di una “rotta diversa”, come se un misterioso “GPS biologico” indirizzasse le cellule verso la milza anziché verso il midollo osseo.

Questa variante è associata a mutazioni del gene ASXL1 e presenta caratteristiche molecolari, cliniche e morfologiche peculiari, che la distinguono dalle altre forme di LMA. Il riconoscimento di questa specificità rappresenta un passo avanti verso una medicina più personalizzata in campo oncoematologico.

“Identificare sottotipi distinti di leucemia non è un dettaglio tecnico, ma la base per trattamenti più mirati e efficaci”, sottolinea il Prof. Albano.

Il lavoro è frutto di un approccio multidisciplinare, che ha unito competenze di genetica molecolare, ematologia clinica, bioinformatica e biologia cellulare.Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Prof. Pellegrino Musto, Direttore della U.O.C. di Ematologia con Trapianto del Policlinico di Bari, che ha sottolineato il valore del risultato per la ricerca ematologica italiana.

Lo studio è stato reso possibile grazie al sostegno dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL) – Sezione di Bari, che da anni supporta la ricerca e i pazienti ematologici.

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