Resta agli arresti domiciliari ma torna a Bari l’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri, condannato in primo grado a nove anni di reclusione, con rito abbreviato, per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Olivieri è l’imputato principale del processo nato dall’inchiesta “Codice interno”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dalla Squadra mobile di Bari, che nel febbraio 2024 portò all’esecuzione di oltre 130 arresti e fece emergere presunti intrecci tra criminalità organizzata, politica e imprenditoria nel territorio barese.
Dopo oltre un anno trascorso in carcere, all’ex consigliere erano stati concessi gli arresti domiciliari, inizialmente scontati a Parabita, in provincia di Lecce. Da oggi la misura prosegue a Bari, dove sarà ospitato nell’abitazione del fratello. Il rientro nel capoluogo avviene in un immobile diverso rispetto a quello oggetto di confisca nell’ambito della sentenza di primo grado. La posizione dell’ex consigliere resta comunque al centro di uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni in Puglia per i presunti rapporti tra mafia e politica.