E’ polemica per il crollo di una porzione del lungomare a Bari, in particolare nel tratto in via dei Trulli, a Torre a Mare. Se da una parte, secondo alcuni, si tratta di semplice erosione delle coste che, “complice” il maltempo con annesse mareggiate, ha portato al “disastro”, per altri, soprattutto per i cittadini, non è da escludere la responsabilità dei lavori effettuati per la riqualificazione.
Era il 16 dicembre del 2021 quando l’allora ex sindaco di Bari e attuale presidente di Regione, Antonio Decaro dichiarava il termine dei lavori sul lungomare di Torre a Mare. Oggi, dopo quattro anni, un tratto è stato completamente cancellato in seguito alle mareggiate della notte. Un episodio che ha scatenato l’ira di moltissimi cittadini. “Ci sono foto e video dell’inaugurazione – raccontano i cittadini – girano ancora sul web, ci fu una grande festa. Ma come è possibile che una parte di lungomare inaugurata solo pochi anni fa oggi già crolla? Che tipo di interventi sono stati fatti? Ma soprattutto non sono stati effettuati i controlli e le opportune verifiche prima di costruire? Siamo nel 2025 e già è crollato tutto?”, concludono. Diverse le denunce che in queste ore stanno circolando anche sui social dove i residenti non nascondono la rabbia per l’accaduto. “Adesso ci vorranno altri quattro anni per ripristinarlo?”, denunciano altri. Se da una parte però “le colpe” sono attribuite a chi ha effettuato i lavori, dall’altra non mancano le “rassicurazioni” relative alla responsabilità attribuibile al fenomeno dell’erosione della coste. Sul caso è intervenuta la presidente del Municipio 1, Annamaria Ferretti, che si è recata sul posto dove sono intervenuti anche i tecnici del Comune e il presidente della Regione, Antonio Decaro.
“Mi trovo a Torre a Mare – racconta – secondo quanto raccontato anche dai tecnici si tratta di un fenomeno sicuramente attribuibile all’erosione delle coste. Quello che ci convince di questo, sebbene ci siano rilievi tecnici in corso, è la visibilità netta del calcestrutto. Significa che quello che ha ceduto è un’opera di una natura che si sta ribellando sostanzialmente ma soprattutto di una natura che sulle coste ha bisogno di essere monitorata e ascoltata. Quanto accaduto qui e a Melendugno ci mette in allarme, la Puglia è il piano costiero su cui si dve lavorare per salvaguardare i nostri litorali è importante. E’ un’urgenza ed emergenza”, conclude.
Foto screen video Facebook Annamaria Ferretti