Lo scorso anno sono state 202 le cause decise dal Tribunale ecclesiastico interdiocesano pugliese mentre cinque sono state archiviate. È uno dei dati emersi nel corso della cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano, ospitata a Bari nel teatro Piccinni a cui partecipa il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura. Nella relazione, presentata dal vicario giudiziale, don Pasquale Larocca, si legge che il Tribunale “è ormai costantemente impegnato a istruire anche cause di natura penale. Ciò avviene sia su richiesta dei vescovi pugliesi e delle regioni limitrofe sia su richiesta dei diversi dicasteri della Curia romana e questo, oltre a essere motivo di onore per la considerazione e la fiducia che viene a noi accordata, rappresenta un ulteriore impegno per il nostro ufficio”. Lo scorso anno sono 55 le cause “affermative” sulla “esclusione della indissolubilità” del matrimonio, 26 sulla “esclusione della prole” e 16 su “simulazione totale del consenso”. Mentre 116 hanno riguardato l’incapacità consensuale.
“L’impegno del Tribunale oltre all’aspetto meramente giudiziale, è stato improntato a una sempre maggiore apertura alle realtà culturali e giuridiche esterne, che ha portato indubbio profitto al nostro lavoro. La dimensione inter istituzionale della nostra struttura è ormai un dato consolidato”, prosegue la relazioni in cui si spiega che “l’organico del tribunale nel 2025 comprendeva 27 giudici di essi sei sono impegnati a tempo pieno; otto componenti del collegio dei difensori del vincolo; mentre il personale laico di cancelleria è composto da 11 unità”. Si registra un avanzo di bilancio di quasi 3mila euro. “Giustizia e misericordia” sono “una coniugazione esigente, non sempre facile ma indispensabile nella vita della Chiesa”, ha detto nel suo intervento, monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo Di Bari e Bitonto e moderatore del tribunale.
All’inaugurazione ha partecipato il sindaco di Bari Vito Leccese, che nel suo intervento ha sottolineato il valore simbolico e civile dell’iniziativa ospitata nel cuore della città.
“È per me un privilegio accogliere questo appuntamento in un luogo che rappresenta il cuore civile della nostra comunità – ha dichiarato il sindaco –. Il Teatro Piccinni, oggi, si conferma spazio di incontro tra istituzioni e culture diverse, coerentemente con la vocazione di Bari a essere ponte tra le sponde dell’Adriatico, anche sul piano giuridico”.
Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il tema della prolusione del cardinale Ravasi, incentrata sul rapporto tra giustizia e misericordia, definendolo “un equilibrio delicato ma essenziale per chiunque abbia responsabilità pubbliche”.
“Come amministratori – ha proseguito – siamo chiamati ogni giorno a tenere insieme il rigore delle regole e la capacità di non perdere mai di vista le persone. La giustizia non può essere un meccanismo cieco, ma deve restare uno strumento al servizio della dignità umana”.
Il primo cittadino ha inoltre allargato la riflessione al contesto internazionale, segnato da conflitti e tensioni, sottolineando come “la pace autentica nasca dalla capacità di ricostruire relazioni e riconoscere l’umanità dell’altro, secondo una prospettiva di giustizia riconciliativa”.
“Bari, città di San Nicola, sente forte questa responsabilità – ha aggiunto –. Siamo chiamati a essere un laboratorio di dialogo e di pace, dove giustizia e misericordia diventino strumenti concreti per disinnescare le fratture sociali”.
Nel concludere il suo intervento, il sindaco ha rivolto un ringraziamento all’arcivescovo Satriano per la guida pastorale e al Tribunale Ecclesiastico per il lavoro svolto “nelle pieghe più delicate dell’esistenza umana, con attenzione alla verità e alla persona”, augurando a tutti gli operatori del diritto “un anno di lavoro fecondo, al servizio della comunità”.