LUNEDì, 06 LUGLIO 2026
90,576 ARTICOLI
Dir. resp.:Adalisa Mei
redazione@borderline24.com
90,576 ARTICOLI

 

Direttore Responsabile: Adalisa Mei
Per segnalazioni: redazione@borderline24.com

Allerta in rete della Polizia Postale per la frode della “Man in the Middle”

I consigli della Polizia postale per evitare la truffa

Pubblicato da: redazione | Ven, 3 Aprile 2026 - 09:44
lavoro-pc
Annunci

fal


Negli ultimi mesi sono stati segnalati numerosi casi di frodi informatiche che utilizzano la tecnica “Man in the Middle”. Si tratta di un attacco in cui l’autore della truffa si inserisce clandestinamente nelle comunicazioni tra aziende e fornitori. Più nello specifico, nel caso di un attacco “Man in the middle”, il truffatore si mette letteralmente nel mezzo tra due entità che stanno cercando di comunicare tra loro: un client (la vittima) e il server o router. In questo modo riesce non solo a intercettare i messaggi inviati e ricevuti. Ma, se vuole, può anche modificarli o fingersi una delle due parti. Nel mondo offline, possiamo immaginarlo come qualcuno che mette nella nostra cassetta della posta delle false fatture e poi cerca di riscuoterne il pagamento. Quasi qualunque tipo di connessione internet può essere compromessa attraverso un attacco “Man in the middle”. Sul fronte consumatori, le forze dell’ordine, con un post sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS Online – Italia”, hanno lanciato un’allerta, l’ultima in ordine di tempo segnalando diversi accorgimenti che tutti possiamo adottare per proteggerci.

Come si manifesta:

Il responsabile dell’attacco intercetta la corrispondenza tra azienda e fornitore.
Crea e invia messaggi quasi identici a quelli originali, spesso copiando grafiche, firme e toni di scrittura.
Inserisce all’interno della e‑mail un IBAN modificato, chiedendo il pagamento “urgente” o giustificandolo con motivazioni credibili (problemi amministrativi, aggiornamento contabile, cambio banca).
Le aziende maggiormente coinvolte sono quelle che effettuano transazioni regolari con fornitori italiani o esteri.

Cosa fare:

Verificare sempre ogni richiesta di modifica dell’IBAN tramite un canale alternativo (telefonata a un numero già noto, PEC ufficiale, contatto verificato).
Controllare gli indirizzi e‑mail dei mittenti: spesso presentano piccole variazioni difficili da notare.
Implementare sistemi di protezione su caselle di posta e server aziendali (autenticazione a più fattori, filtri antispam avanzati).
Segnalare immediatamente eventuali tentativi sospetti al Commissariato di PS Online e al proprio istituto bancario.

Si tratta di un’efficacie allerta che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” può evitarci molti grattacapi. “L’importante è subito denunciare”, commenta.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24.com
Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

Bari, il diapason di quarzo che...

Un riconoscimento internazionale per la ricerca sviluppata al Politecnico di Bari...
- 6 Luglio 2026

Bari, via Manzoni tra piantine rubate...

Questo pomeriggio via Manzoni sarà attraversata da un gruppo di volontari...
- 6 Luglio 2026

Adelfia, una civetta tra gli ingranaggi:...

Nuova operazione di salvataggio per i volontari del Nogez (Nucleo Operativo...
- 6 Luglio 2026

Mercati coperti di Bari, pronto un...

Un milione e 200mila euro per rimettere a nuovo i mercati...
- 6 Luglio 2026