Con l’avvicinarsi della bella stagione e le prime domeniche trascorse sul litorale barese, torna d’attualità il dibattito sui diritti dei bagnanti all’interno dei lidi privati. Una questione spesso oggetto di discussione tra clienti e gestori è stata chiarita definitivamente: non è possibile vietare l’introduzione di cibo e bevande dall’esterno.
Il bagnante che decide di trascorrere la giornata in uno stabilimento ha il diritto di portare con sé il proprio pasto, a patto che questo non si trasformi in una violazione del decoro o delle norme igieniche della struttura. Tuttavia, c’è un limite invalicabile che riguarda il rispetto dell’ambiente: il divieto assoluto di utilizzare plastica monouso. Lo prevede l’ordinanza balneare, presentata la scorsa settimana dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità con delega alla portualità, retroporti e demanio, Raffaele Piemontese, al tavolo di partecipazione e confronto con gli stakeholder pubblici e privati. I lidi pugliesi saranno aperti dal 23 maggio al 13 settembre.
La Puglia, che nel 2019 è stata la prima regione italiana a introdurre la restrizione sulla plastica, conferma la linea della fermezza per proteggere le proprie spiagge. Sotto l’ombrellone sono ammessi esclusivamente piatti, bicchieri, posate e cannucce in materiale biodegradabile e compostabile, qualora si scelgano soluzioni monouso.
L’obiettivo è quello di coniugare il diritto al risparmio delle famiglie e la libertà di consumo con la necessità di ridurre l’impatto dei rifiuti marini. I gestori dei lidi sono tenuti a vigilare sul rispetto di queste regole, pur non potendo imporre l’acquisto forzato di cibi e bevande presso i propri bar o ristoranti interni. Un equilibrio tra diritti del consumatore e tutela del territorio che promette di rendere l’estate barese più sostenibile e libera da inutili restrizioni.