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Parco della Rinascita a Bari, l’area giochi sarà intitolata a Ernesto Chiarantoni: “Trasformò dolore in battaglia collettiva”

Approvata in Giunta la proposta del comitato Fibronit

Pubblicato da: redazione | Mar, 21 Luglio 2026 - 16:11
parco rinascita fibronit

L’area ludica attrezzata del parco della Rinascita sarà intitolata a Ernesto Chiarantoni, ingegnere elettronico, docente del Politecnico di Bari e figura centrale nella battaglia cittadina contro la Fibronit. La giunta comunale, su proposta del sindaco Vito Leccese, ha approvato oggi il provvedimento che lega il suo nome a uno degli spazi più simbolici del nuovo parco sorto sull’ex area industriale dell’amianto.

Chiarantoni morì nel giugno del 2007, a soli 44 anni, per mesotelioma pleurico. La sua storia personale si intreccia con quella di un intero pezzo di città che per anni ha vissuto all’ombra della fabbrica Fibronit, tra paura, malattie, morti silenziose e una lunga richiesta di bonifica. Ingegnere dalla mente analitica e profondo conoscitore dei sistemi complessi, Chiarantoni mise le sue competenze scientifiche al servizio della comunità. Studiò l’impatto ambientale della fabbrica sul contesto urbano, analizzò dati, mappe di dispersione delle fibre di amianto e documenti tecnici, contribuendo a contrastare le tesi che tendevano a minimizzare i rischi per la salute dei cittadini.

La sua attività diede forza e credibilità scientifica alla mobilitazione del comitato cittadino Fibronit, trasformando una vicenda fatta di dolore individuale in una battaglia collettiva per il diritto alla salute e alla sicurezza ambientale. Una battaglia che oggi trova una nuova forma di memoria proprio nel parco nato dopo la bonifica e la messa in sicurezza dell’area. Se oggi quello spazio è stato riconvertito in un grande polmone verde attrezzato, il Comune riconosce che lo si deve anche al contributo di Ernesto Chiarantoni e alla sua determinazione.

“Ho condiviso convintamente la proposta del comitato cittadino Fibronit di intitolare questo spazio a Ernesto Chiarantoni”, commenta il sindaco Vito Leccese, ricordando “un brillante studioso e un profondo conoscitore della materia” ma anche “uno dei principali sostenitori dell’idea, oggi divenuta realtà, che quel sito dovesse diventare un grande parco pubblico”. Per Leccese, la trasformazione dell’ex area Fibronit in parco rappresenta anche “un atto di riconciliazione con tutto il territorio”. “La sua storia è diventata un simbolo della lotta ambientale dell’intera città. Purtroppo Ernesto Chiarantoni non potrà assistere alla realizzazione di quel sogno ma, attraverso i suoi studi e la sua incrollabile caparbietà, la sua memoria sarà legata per sempre e in maniera indissolubile al futuro parco della Rinascita”. A sottolineare il valore non solo simbolico dell’intitolazione è anche Nicola Brescia, presidente del comitato cittadino Fibronit. “Intitolare l’area giochi a Ernesto Chiarantoni non è un semplice atto formale”, dichiara. “È un abbraccio che la città restituisce a uno dei suoi figli più generosi, più tenaci, più giusti”.

Brescia ricorda Chiarantoni come “una colonna portante del comitato cittadino Fibronit”, capace di portare nel direttivo, fino all’ultimo giorno, “una passione incrollabile, un rigore morale e una forza che non si sono mai piegati”. “Ha lottato a viso aperto contro il mostro dell’amianto, mettendo la propria intelligenza, il proprio tempo e l’amore per questa terra al servizio di tutti noi”, prosegue Brescia. “Ha combattuto per trasformare un luogo di dolore in un polmone di vita pubblica, pretendendo quella bonifica e quella riconversione che molti, all’inizio, definivano un sogno impossibile”. L’intitolazione dell’area giochi assume così un valore fortemente sociale: nel luogo in cui per anni si è concentrata una delle ferite ambientali più profonde della città, oggi nascerà uno spazio destinato ai bambini e alle famiglie, associato alla memoria di chi ha contribuito a rendere possibile quella trasformazione. “Ogni bambino che correrà felice su questo terreno bonificato sarà la risposta più bella e più forte al dolore del passato”, conclude Brescia. “È la dimostrazione che la determinazione di un popolo e la passione di uomini come Ernesto Chiarantoni possono davvero cambiare la storia di una città e far germogliare la vita là dove c’era solo veleno. Ad Ernesto diciamo grazie. Non ti abbiamo dimenticato, non ti dimenticheremo mai”.

Foto repertorio

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