Nuove critiche sul progetto BRT a Bari. Dopo le proteste di residenti e commercianti per i cantieri, la riduzione dei posti auto, le modifiche alla viabilità e la questione degli alberi “sacrificati”, sul caso è intervenuto anche l’architetto Eugenio Lombardi, che in un lungo post pubblicato sui social ha sollevato dubbi su alcuni aspetti tecnici legati in particolare all’accessibilità delle future fermate. Al centro dell’intervento ci sono soprattutto le rampe in fase di realizzazione nelle isole di sosta del Bus Rapid Transit. Secondo Lombardi, la pendenza prevista sarebbe pari all’8%, un valore che, a suo avviso, potrebbe risultare impegnativo per persone con disabilità, anziani o utenti con difficoltà motorie.
“Mi sono già ampiamente espresso sul Bus Rapid Transport, la cui realizzazione ha invaso di cantieri le aree centrali della città e chissà per quanto ancora ne avremo”, scrive Lombardi, ricordando di aver già affrontato in passato le criticità urbanistiche del progetto. Secondo l’ingegnere, una delle questioni principali riguarda il fatto che le linee previste non raggiungerebbero in modo pieno le periferie, con il rischio di non intercettare una quota significativa del traffico privato in ingresso in città. “Nessuna delle quattro linee giungerà in periferia tanto da poter intercettare il traffico privato in ingresso, che costituisce la grandissima parte delle auto in circolazione a Bari tutti i giorni”, osserva. Lombardi sostiene inoltre che il successo di sistemi simili, già presenti in altre città, dipenda anche dalla disponibilità di viali ampi, capaci di garantire lo scorrimento dei bus elettrici in corsia riservata senza bloccare o comprimere eccessivamente la circolazione privata.
“In urbanistica e in trasportistica le soluzioni devono affiancarsi ad altre senza costrizioni né impedimenti all’uso di altri mezzi di trasporto”, scrive ancora. Nel post vengono richiamati anche i quartieri più datati e densamente abitati, come Carrassi, Picone e Libertà, dove la carenza di parcheggi pertinenziali potrebbe rendere più pesanti gli effetti della perdita di stalli lungo i tracciati riservati al BRT. “Ci sono quartieri di Bari di vecchia urbanizzazione e di altrettanto vecchia utenza residenziale dove la mancanza di parcheggi pertinenziali si farà pesantemente sentire allorché i percorsi riservati al BRT impediranno il parcheggio delle auto le più vicine possibile a casa”, afferma Lombardi, aggiungendo che non risulterebbe ancora chiara una soluzione complessiva per compensare i posti auto destinati a saltare.
La parte più tecnica dell’intervento riguarda però l’accessibilità. Lombardi richiama il precedente di via Sparano, ricordando le polemiche nate dopo la realizzazione del primo tratto della nuova pavimentazione, quando, secondo il suo racconto, diversi passanti cadevano a causa della pendenza. Da qui il parallelo con le nuove fermate BRT. “Osservando le rampe in fase di realizzazione alle isole di sosta dei BRT e studiando la documentazione, ho osservato che le rampe hanno una pendenza dell’8%, piuttosto importante per un disabile che da solo voglia salire sulla piattaforma per attendere un bus elettrico e salirci”, scrive l’ingegnere. Lombardi cita poi le linee guida per l’idoneità delle fermate del trasporto pubblico al servizio autonomo da parte delle persone con disabilità motoria, richiamando il tema della pendenza massima dei percorsi esterni. Secondo la sua lettura, il limite ordinario sarebbe del 5%, superabile fino all’8% solo in particolari condizioni di impossibilità “che però – sottolinea – si riferisce a rampe all’interno degli edifici residenziali pubblici e privati: ma le piattaforme si stanno realizzando ora, sono esterne e sono sufficientemente lunghe da poter consentire il rispetto delle norme”!
Un altro punto sollevato riguarda l’altezza delle piattaforme, pari a circa 32 centimetri, pensata per allinearsi all’accesso dei bus elettrici. Anche su questo Lombardi chiede chiarimenti sulle misure di sicurezza previste. “Ci saranno dei cordoli di tutela o un corrimano ad evitare che un disabile con o senza sedia, un anziano o finanche un distratto non cadano giù, magari in momenti di confusione, facendosi molto male?”, domanda nel post. L’intervento dell’ingegnere si aggiunge così al confronto già acceso sul Brt, progetto presentato dall’amministrazione comunale come una delle principali infrastrutture per modernizzare il trasporto pubblico cittadino, ma contestato da una parte di residenti, comitati e commercianti per l’impatto dei cantieri, la perdita di parcheggi e le ricadute sulla viabilità. Lombardi annuncia infine che tornerà nei prossimi giorni su altri aspetti del progetto. Il tema, intanto, resta al centro del dibattito cittadino, tra la spinta verso un nuovo modello di mobilità e le richieste di maggiori chiarimenti su accessibilità, sicurezza e impatto nei quartieri attraversati dalle linee.
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