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Emergenza casa a Bari e provincia: comprare o affittare è un lusso, Monopoli e Polignano le città più inaccessibili

Il report "Scenari regionali dell'edilizia" del Centro Studi Ance evidenzia l'allarme per le famiglie a reddito medio-basso

Pubblicato da: redazione | Mar, 21 Luglio 2026 - 14:50
costruzioni immobili palazzi

Trovare un’abitazione a costi sostenibili in Puglia sta diventando un’impresa proibitiva per le famiglie a reddito medio-basso. A certificarlo è l’ultimo report “Scenari regionali dell’edilizia – Puglia” elaborato dal Centro Studi ANCE su dati OMI, Agenzia delle Entrate, Banca d’Italia e MEF. Lo studio analizza il cosiddetto “indice di accessibilità”, ossia la quota di reddito disponibile che un nucleo familiare deve destinare mensilmente al pagamento della rata del mutuo o del canone di locazione. I risultati delineano una vera e propria emergenza abitativa, concentrata soprattutto a Bari, nella provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) e lungo i comuni della costa adriatica.

Per l’acquisto di un’immobile, le famiglie con un reddito annuale fino a 18.500 euro (appartenenti al secondo quintile) che risiedono nei capoluoghi di Bari e della BAT devono destinare circa il 35% delle proprie entrate alla rata del mutuo. La situazione resta complessa anche per la fascia di reddito successiva (fino a 26.500 euro), costretta a sacrificare il 25% dello stipendio. Si tratta di percentuali sensibilmente superiori alla media degli altri capoluoghi pugliesi, dove l’indice si ferma rispettivamente al 29,4% e al 20,7%.Il quadro diventa critico se si sposta l’osservazione sui comuni della Città Metropolitana di Bari, in particolare quelli costieri a forte vocazione turistica e commerciale. Per la fascia a reddito più basso, l’acquisto di una casa è quasi impraticabile a Monopoli e Polignano a Mare, che registrano indici di inaccessibilità record rispettivamente del 46,2% e del 46%. Valori altissimi si riscontrano anche a Mola di Bari (38,7%), Giovinazzo (35,5%) e Molfetta (33,8%). Monopoli e Polignano restano insostenibili persino per la fascia di reddito media, richiedendo oltre il 32% del budget familiare.

Non va meglio sul fronte degli affitti, dove Bari si conferma la maglia nera della regione. Nel capoluogo, i canoni di locazione erodono il 33,9% dei redditi medio-bassi e il 23,9% dei redditi medi, staccando nettamente le province di Taranto, Brindisi, Foggia e Lecce. Di fronte a questo scenario, il presidente di ANCE Bari e Bat, Nicola Bonerba, ha espresso forti aspettative per il nuovo Piano Casa nazionale, pur sollevando dubbi sui vincoli per i privati: “L’obbligo di destinare il 70% all’edilizia convenzionata rischia di reggere solo al Nord. Nei nostri territori serve flessibilità per non bloccare gli investimenti delle piccole e medie imprese”.

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