Una manovra economica delicata prende forma intorno ai conti della sanità regionale, chiamata a far fronte a un disavanzo che si attesta a 369 milioni di euro. Sul tavolo ci sono ipotesi di intervento che includono un possibile ritocco dell’Irpef, ma anche una riduzione delle spese di funzionamento della macchina politica e l’utilizzo di avanzi di amministrazione, con l’obiettivo dichiarato di contenere al massimo l’impatto sui cittadini.
Le linee di lavoro sono state illustrate nel corso di un confronto tra il presidente della Regione Antonio Decaro e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil Puglia, in un incontro dedicato proprio alla sostenibilità dei conti e alle possibili soluzioni per riequilibrare il sistema sanitario.
“Rispetto al disequilibrio dei conti della sanità, legato a costi che valgono per tutto il Paese, dove c’è un ristoro da parte dello Stato che non copre completamente i costi nuovi, – ha spiegato Decaro a margine dell’incontro – per evitare di utilizzare al massimo la leva fiscale, stiamo cercando di fare dei tagli che comunque non toccheranno i servizi.
Quando avremo il quadro chiaro, porteremo all’attenzione anche dei sindacati una manovra fiscale che cercherà ovviamente di tutelare le famiglie più fragili”. “I tagli – ha spiegato ancora il presidente – serviranno soprattutto a questo, a tenere più bassa la manovra e non toccare lo scaglione di reddito più basso in particolare”.
L’impostazione, nelle intenzioni della Regione, punta quindi a intervenire su più fronti contemporaneamente, cercando un equilibrio tra la necessità di coprire il disavanzo e quella di evitare un aggravio eccessivo per i contribuenti, soprattutto per le fasce di reddito più basse.
Il percorso, però, è ancora in fase di definizione. Entro il 30 aprile la Regione dovrà trasmettere ai ministeri della Salute e dell’Economia una relazione dettagliata con la proposta di manovra, passaggio necessario per avviare l’iter di valutazione a livello nazionale.