Non è una ricorrenza come le altre quella che questa mattina ha portato istituzioni e cittadini al Sacrario militare dei Caduti d’Oltremare, dove si è svolta la cerimonia per l’81° anniversario della Liberazione nazionale. Un appuntamento organizzato dalla Città di Bari insieme all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, alla presenza del sindaco Vito Leccese.
Nel corso della commemorazione, il primo cittadino ha affidato al suo intervento una riflessione ampia sul significato del 25 aprile e sul valore storico e civile della Resistenza. “Siamo qui per ricordare quei giorni della primavera del 1945 che segnarono la fine della più grande catastrofe del Novecento”, ha detto Leccese aprendo il suo discorso.
Il sindaco ha ripercorso anche le vicende che segnarono il territorio durante la guerra, a partire dal bombardamento del porto del 2 dicembre 1943, che provocò oltre mille vittime e lasciò una città ferita e distrutta. Un passaggio che, secondo Leccese, rappresenta ancora oggi una ferita della memoria collettiva e un punto di partenza per comprendere il senso della ricostruzione democratica.
“Se l’8 maggio segnò la resa del nazismo in Europa, per l’Italia quella data spartiacque è il 25 aprile”, ha ricordato, sottolineando come la Liberazione non sia soltanto una ricorrenza storica, ma un momento fondativo della Repubblica. Nel suo intervento ha richiamato anche il ruolo avuto dalla città nel dopoguerra, quando divenne sede del primo Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale nel 1944.
“È da questa consapevolezza, da questo primato morale e civile, che dobbiamo partire”, ha aggiunto Leccese, evidenziando come la storia locale sia intrecciata con quella nazionale nella costruzione delle istituzioni democratiche.
Il sindaco ha poi insistito sul significato attuale della ricorrenza, sottolineando come il 25 aprile continui a essere una giornata che impone chiarezza e responsabilità. “C’è chi ancora oggi prova a raccontare la Resistenza come una storia divisiva. La Resistenza invece appartiene a tutti gli antifascisti e, perciò stesso, alla storia di un intero Paese”, ha affermato.
Nel suo intervento non è mancato un riferimento alla pluralità delle forze che parteciparono alla lotta di Liberazione, dalle brigate partigiane ai militari che rifiutarono l’adesione al nazifascismo, fino agli operai, agli studenti e alle donne impegnate nella resistenza civile. “Ci furono città intere che decisero di non restare neutrali”, ha ricordato, citando anche il ruolo di Bari come luogo simbolico di quella fase storica.
Un passaggio è stato dedicato anche a Radio Bari, considerata una delle prime voci libere in un’Europa ancora occupata, con i suoi messaggi destinati ai partigiani e alla popolazione.
La cerimonia si è chiusa con un richiamo al senso più profondo della ricorrenza e al legame tra memoria e presente. “La nostra libertà è nata da una scelta e da un sacrificio”, ha detto Leccese, ribadendo la necessità di non considerare acquisiti i valori democratici ma di custodirli nel tempo attraverso scelte quotidiane e consapevoli.