Non sono più solo le voci dei turisti o la musica dei locali a rompere il silenzio di Bari vecchia. Da qualche tempo, un nuovo rumore sta mettendo a dura prova i nervi di chi abita nel cuore del borgo antico: il fragore metallico dei carrelli della spesa, trascinati sulle chianche a ogni ora del giorno e, soprattutto, della notte.
Quelli che dovrebbero essere strumenti per la spesa nei supermercati sono stati trasformati da molti ristoratori della zona in veri e propri mezzi di trasporto logistico. Caricati all’inverosimile con merci in arrivo o sacchi di rifiuti in uscita, i carrelli sfrecciano sui basolati tipici di Bari vecchia. Il risultato? Un rumore sordo e costante che, nel silenzio della tarda notte, diventa “insostenibile” per i residenti.
La denuncia dei cittadini punta il dito contro la mancanza di controlli. Sotto accusa finiscono la Polizia Annonaria e l’amministrazione comunale, con un appello diretto al sindaco Vito Leccese e all’assessore Domenico Scaramuzzi. “È possibile che sia tutto normale?”, si chiedono gli abitanti, sottolineando come l’assenza di una regolamentazione sul trasporto delle merci nel borgo antico stia trasformando un patrimonio storico in un magazzino a cielo aperto.
Oltre al disturbo della quiete pubblica, la questione tocca anche il decoro urbano e l’uso improprio di carrelli che spesso provengono da circuiti esterni. I residenti chiedono interventi rapidi per disciplinare il carico e scarico delle attività commerciali, affinché il lavoro dei ristoratori non debba necessariamente scontrarsi con il diritto al riposo di chi Bari Vecchia la vive tutto l’anno.
foto e post di Bari vecchia Shame