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Salento, ragazzina attaccata da un rottweiler aizzato da altre minorenni

“Cane usato come un’arma"

Pubblicato da: redazione | Gio, 30 Aprile 2026 - 17:16
Rottweiler_kopf_2

Un episodio ancora tutto da chiarire, ma che ha già riacceso il dibattito sulla gestione dei cani e sulle responsabilità di chi li detiene, soprattutto quando si tratta di animali di grande taglia. È quanto accaduto a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, dove una ragazzina di 13 anni è rimasta ferita dopo essere stata aggredita da un cane di razza rottweiler.

Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio delle autorità, l’animale si trovava con due sorelle di 15 e 17 anni al momento dei fatti. Alcuni testimoni avrebbero anche ripreso la scena con un video, nel quale si ipotizza che l’aggressione sia avvenuta al termine di una lite, con il cane che sarebbe stato incitato ad attaccare. Si tratta però di elementi ancora da verificare ufficialmente.

Sull’episodio è intervenuta l’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una gestione consapevole degli animali domestici, in particolare quando si tratta di cani potenzialmente difficili da controllare.

Il fatto che il cane fosse affidato a due minorenni viene considerato dall’associazione un punto critico della vicenda, anche alla luce delle responsabilità che la legge attribuisce ai proprietari o ai tutori. La gestione di un animale, viene sottolineato, richiede competenze adeguate e attenzione costante per evitare situazioni di pericolo.

Restano inoltre da chiarire diversi aspetti legati al contesto in cui si è verificata l’aggressione, compresa l’eventuale presenza di un addestramento improprio o di comportamenti che possano aver influenzato la reazione del cane. Elementi che saranno valutati dagli inquirenti nelle prossime fasi dell’indagine.

“Come sempre, teniamo a sottolineare che il cane non può e non deve essere considerato colpevole in queste dinamiche, ma piuttosto un’ulteriore vittima di una gestione irresponsabile e inappropriata. Nel caso specifico, riteniamo fondamentale chiarire se il cane fosse stato addestrato a comportamenti aggressivi e, più in generale, quali fossero le modalità di gestione dell’animale. Punti da chiarire per ottenere una giusta valutazione dell’accaduto e per accertare le responsabilità di una vicenda così grave”.

Avv. Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale OIPA Italia

L’associazione ha ribadito l’importanza di arrivare a una ricostruzione completa dei fatti, anche per evitare che episodi simili possano ripetersi. L’auspicio è che vengano accertate eventuali responsabilità e adottati i provvedimenti previsti dalla normativa vigente.

Nel frattempo, l’OIPA ha fatto sapere che continuerà a seguire la vicenda, con particolare attenzione non solo agli sviluppi giudiziari, ma anche alle condizioni e alla gestione del cane coinvolto.

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