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Salvaguardia del riccio di mare, l’assessore: “Occorre migliorare la legge pugliese per tutelare mare, lavoro e legalità”

La Puglia ha introdotto il fermo della pesca dei ricci di mare per tre anni per consentire il ripopolamento della specie e la salvaguardia dell’habitat marino

Pubblicato da: redazione | Gio, 7 Maggio 2026 - 18:57
Ricci mare bari

“Abbiamo il dovere di rafforzare una norma che ha segnato un passaggio importante nella difesa dell’ecosistema marino pugliese, ma che oggi va aggiornata per renderla ancora più efficace, sostenibile e condivisa”. È quanto dichiarato dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo sviluppo rurale con delega alla pesca a margine dei lavori della IV Commissione consiliare, riunitasi oggi in Consiglio regionale alla presenza delle associazioni di categoria della pesca, dell’Università del Salento, di Arpa Puglia, delle Capitanerie di Porto e della Guardia di Finanza. Nel corso dell’audizione sono stati illustrati i dati dei monitoraggi previsti dalla legge regionale n. 6 del 2023, con cui la Puglia ha introdotto il fermo della pesca dei ricci di mare per tre anni per consentire il ripopolamento della specie e la salvaguardia dell’habitat marino.

L’assessore ha ribadito il massimo impegno della Regione nel costruire una disciplina aggiornata e condivisa, capace di garantire certezze agli operatori del settore e una strategia di lungo periodo per una filiera storica e identitaria della costa pugliese.

“Questa legge – ha spiegato – ha avuto il merito di aprire una strada nuova sul piano della tutela ambientale e della protezione del mare. Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare le criticità emerse in questi anni, a partire dall’aumento della pesca illegale. Occorre intervenire per difendere chi opera nel rispetto delle regole e contrastare ogni forma di abusivismo”.

Richiamando anche le osservazioni emerse nel corso della Commissione da parte delle autorità marittime, l’assessore ha evidenziato la necessità di evitare che un blocco rigido finisca per favorire il mercato sommerso, penalizzando invece i pescatori autorizzati. Da qui la volontà di puntare su tracciabilità, controlli e valorizzazione della filiera.

“Dopo aver raccolto i contributi delle organizzazioni della pesca, del mondo scientifico, di Arpa, della Capitaneria di Porto e dell’Università del Salento (che ha avviato una sperimentazione sul monitoraggio della specie), è arrivato il momento di coordinare una proposta normativa che migliori l’impianto originario guardando al futuro del comparto e alla sostenibilità della risorsa”, ha aggiunto.

L’assessore ha inoltre annunciato che in queste ore porterà all’attenzione della Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato-Regioni una proposta di ordine del giorno finalizzata ad avviare un percorso condiviso con le altre Regioni italiane, affinché si possa arrivare ad una disciplina uniforme sul fermo pesca dei ricci di mare.

Nel ribadire la necessità di un aggiornamento della legge, sì da prorogare anche i termini del fermo, l’assessore ha ricordato che ad oggi è in vigore, come da norma nazionale, il divieto di pesca dei ricci di mare dal 1°maggio al 30 giugno. A tal proposito ha dichiarato di voler presentare un disegno di legge di modifica legislativa che introduca la proroga del fermo fino al 2027, con delle finestre regolamentate durante l’anno per consentire la commercializzazione controllata del riccio di mare attraverso operatori in possesso di licenza, garantendo così qualità, trasparenza e sicurezza del prodotto destinato alla ristorazione. Parallelamente sarà rafforzato il sistema dei controlli a terra, per contrastare la vendita e l’utilizzo di prodotto privo di tracciabilità. Sarà introdotto anche un rafforzamento delle attività di monitoraggio scientifico lungo tutta la costa pugliese, coinvolgendo anche i pescatori professionisti. Previsto inoltre l’utilizzo delle risorse FEAMPA per sostenere progetti di innovazione tecnologica destinati alla tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera, interventi di ripopolamento della specie e misure di sostegno economico ai pescatori autorizzati.

“Dobbiamo trovare un equilibrio tra tutela ambientale, legalità e salvaguardia del lavoro. Proteggere il riccio di mare significa preservare un patrimonio naturale fondamentale per il nostro ecosistema, ma anche sostenere un comparto economico che rappresenta tradizione, occupazione e identità delle comunità costiere pugliesi”, ha concluso l’assessore.

Infine, il ringraziamento al presidente della IV Commissione, ai consiglieri regionali presenti, alle organizzazioni della pesca, alle Capitanerie di Porto, alle forze dell’ordine, all’Università del Salento e ad Arpa Puglia “per il contributo costante, il confronto serio e la collaborazione istituzionale che stanno accompagnando questo percorso di revisione normativa”.

 

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