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Bari ricorda Aldo Moro e le vittime del terrorismo: “Dovere morale e civile non dimenticare”

Questa mattina le cerimonie

Pubblicato da: redazione | Sab, 9 Maggio 2026 - 13:19
Moro

Bari ha commemorato questa mattina il 48esimo anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, assassinato il 9 maggio 1978 dalle Brigate Rosse dopo 55 giorni di prigionia. Le celebrazioni si sono svolte nell’ambito della Giornata della memoria delle vittime del terrorismo. La commemorazione, promossa dal Comune di Bari insieme alla Federazione dei Centri Studi “Aldo Moro” e all’Università degli Studi di Bari, si è articolata in due momenti simbolici: la deposizione di una corona di alloro davanti al monumento dedicato allo statista pugliese in piazza Moro e, successivamente, un secondo omaggio davanti alla lapide dedicata ad Aldo Moro e agli uomini della sua scorta sulla facciata di Palazzo di Città, in corso Vittorio Emanuele.

Alle cerimonie hanno preso parte il sindaco Vito Leccese, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il prefetto Francesco Russo, il questore Annino Gargano, l’assessore alla Legalità Nicola Grasso e il presidente della Federazione dei Centri Studi “Aldo Moro” Luigi Ferlicchia. “Onorare tutte le vittime del terrorismo nel giorno in cui ricorre l’anniversario del barbaro assassinio di Aldo Moro non è solo un dovere morale, ma l’occasione per il richiamo ai valori di unità e di rispetto che sono alla base della nostra convivenza civile”, ha dichiarato il sindaco Leccese nel corso della commemorazione.

Il primo cittadino ha ricordato il ruolo di Moro come “statista, docente universitario e figlio di questa terra”, sottolineando il contributo dato alla nascita della Repubblica italiana e alla difesa dei valori costituzionali insieme agli uomini della sua scorta. Nel suo intervento, Leccese ha richiamato anche il valore della “temperanza”, definendola una qualità umana e politica oggi sempre più rara. “Dovremmo ispirarci alla capacità di ascolto e di mediazione, perché solo attraverso la sintesi si può condividere autenticamente una vita di comunità”, ha affermato. Il sindaco ha infine ricordato anche Peppino Impastato, ucciso dalla mafia sempre il 9 maggio del 1978 a Cinisi. “Ricordiamo due figure che, con percorsi diversi, hanno dato un contributo fondamentale alla crescita civile e democratica del nostro Paese”, ha concluso.

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