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Tribunale di Bari, condannato l’uomo che minacciò Decaro dopo il caso Pane e Pomodoro

Nove mesi di reclusione e 3.000 euro di risarcimento per Pietro Malanga

Pubblicato da: redazione | Mer, 27 Maggio 2026 - 18:43
decaro

Nove mesi di reclusione e 3.000 euro di risarcimento del danno per ciascuna delle parti civili. È la condanna inflitta dal giudice del tribunale di Bari, Alberto Mastropasqua, a Pietro Malanga, 39 anni, imputato per diffamazione e minacce a pubblico ufficiale nei confronti dell’ex sindaco di Bari e attuale presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e dell’allora assessora allo sviluppo economico del Comune, Carla Palone. L’uomo è stato condannato anche al pagamento di 2.000 euro di spese di costituzione di parte civile per entrambi.
La vicenda risale al 2020 e ha origine dalla revoca, decisa dall’amministrazione comunale, delle concessioni per la gestione dei servizi balneari lungo le spiagge di Torre Quetta e Pane e Pomodoro e del bar con terrazza del molo Sant’Antonio al porto vecchio di Bari. Il Comune aveva revocato le concessioni alle due società, Il Veliero e Adriatica, che gestivano le attività dopo che queste erano state destinatarie di un’interdittiva antimafia. Pietro Malanga era il figlio di Orlando Malanga, ritenuto di fatto il gestore del bar della spiaggia di Pane e Pomodoro.
Alla base della denuncia alcuni commenti pubblicati dall’uomo su Facebook, tra cui il post «Ridateci ciò che è nostro, lì abbiamo dato sangue e sudore», accompagnato da offese rivolte a Decaro. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno e mezzo di reclusione; il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche, applicando una pena inferiore.
Decaro e Palone erano presenti in aula questa mattina durante la requisitoria. Prima della sentenza, all’uscita dal tribunale, il presidente della Regione ha risposto alle domande dei giornalisti spiegando che «le istituzioni non debbano mai girare la testa dall’altro lato, o piegarsi. Era importante essere per me qui oggi per testimoniare la presenza delle Istituzioni, il rispetto delle regole». Decaro ha sottolineato che era «importante ribadire che le Istituzioni devono tenere sempre la testa alta».

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