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Bari, doppio intervento mininvasivo salva una paziente ad alto rischio al Policlinico

Operata 67enne affetta da una severa stenosi della valvola aortica e da una significativa malattia coronarica

Pubblicato da: redazione | Lun, 22 Giugno 2026 - 10:11
Procedura emodinamica Policlinico di Bari

Una donna di 67 anni, affetta da una severa stenosi della valvola aortica e da una significativa malattia coronarica, è stata sottoposta con successo al Policlinico di Bari a un doppio intervento mininvasivo che ha consentito di trattare, nella stessa seduta, entrambe le patologie senza ricorrere alla cardiochirurgia tradizionale.

La paziente, costretta su una sedia a rotelle, presentava un quadro clinico particolarmente complesso. A importanti fattori di rischio cardiovascolare – ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito complicato e obesità – si associavano numerose comorbidità, tra cui un aneurisma del circolo cerebrale, una carotidopatia ostruttiva, patologie polmonari, tiroidee e psichiatriche.

“Il caso – spiega Marco Ciccone, direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia universitaria del Policlinico di Bari – è stato valutato nell’ambito del percorso multidisciplinare dedicato alle cardiopatie strutturali. Considerato l’elevatissimo rischio operatorio legato alle condizioni cliniche della paziente e, in particolare, ai rischi connessi all’impiego della circolazione extracorporea espresso dai cardiochirurghi, abbiamo deciso di non procedere con il tradizionale intervento di sostituzione della valvola aortica associato a bypass aorto-coronarico”.

L’équipe della Cardiologia universitaria e dell’Emodinamica ha quindi optato per una strategia completamente percutanea, eseguendo nella stessa procedura l’impianto transcatetere di una protesi valvolare aortica biologica (TAVI) e un’angioplastica coronarica.

“L’intervento – aggiunge Filippo Masi, dirigente medico responsabile dell’Emodinamica – è risultato ancora più impegnativo perché la TAC pre-procedurale, eseguita come previsto nella pianificazione della TAVI, ha evidenziato una bicuspidia della valvola aortica, una malformazione congenita caratterizzata dalla presenza di due lembi valvolari anziché tre, condizione che rende la procedura tecnicamente più complessa”.

Entrambe le procedure sono state completate con successo nella stessa seduta operatoria come programmato. La paziente ha avuto un rapido recupero clinico ed è tornata a casa.

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