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Puglia, l’inferno degli incendi anticipa l’estate: bruciano otto macroaree, boschi distrutti per 15 anni

L'allarme di Coldiretti sulla stagione dei roghi anticipata dal caldo record: il 60% è di origine dolosa

Pubblicato da: redazione | Lun, 29 Giugno 2026 - 13:59
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Occorrono fino a quindici anni per ricostituire i boschi e la macchia mediterranea della Puglia distrutti dagli incendi, con pesanti conseguenze sull’ambiente, sull’economia, sull’occupazione e sul turismo, mentre si stima che circa il 60% dei roghi sia di origine dolosa. È quanto denuncia Coldiretti Puglia, mentre l’emergenza incendi è già esplosa con largo anticipo rispetto agli anni passati. Il sistema europeo EFFIS-Copernicus fotografa 8 aree interessate da incendi in Puglia, a conferma di una stagione del fuoco iniziata già a giugno, favorita dalle temperature elevate raggiunte sin dall’inizio dell’estate, aumentando il rischio di innesco e propagazione delle fiamme nelle campagne e nei boschi.

Ogni ettaro divorato dal fuoco costa ai cittadini oltre 10mila euro tra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e i costi a lungo termine necessari per ricostruire gli ecosistemi e rilanciare le attività economiche delle aree colpite. Se da un lato il caldo anomalo e la siccità creano le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi, dall’altro continua a destare forte preoccupazione – sottolinea Coldiretti Puglia – l’azione dei piromani e i comportamenti irresponsabili, che restano tra le principali cause dei roghi.

Le conseguenze ambientali sono devastanti, considerato che le fiamme possono raggiungere temperature superiori ai 750 gradi, provocando il deterioramento del suolo, la perdita della biodiversità, il degrado degli ecosistemi, la distruzione delle produzioni forestali, l’aumento del rischio idrogeologico, l’immissione in atmosfera di ingenti quantità di anidride carbonica e sostanze inquinanti, oltre alla morte di numerose specie animali.

Nelle aree percorse dal fuoco – aggiunge Coldiretti Puglia – vengono compromesse per anni le attività agricole, forestali e turistiche, così come la fruizione del territorio da parte di cittadini ed escursionisti, con la perdita di preziosi polmoni verdi. Nella lotta agli incendi la rapidità di intervento è fondamentale e gli agricoltori rappresentano una rete capillare di presidio del territorio, indispensabile per individuare tempestivamente i focolai e contenere i danni. Una presenza che, però, li espone sempre più spesso a gravi rischi, aggravati da temperature elevate e siccità che favoriscono la rapida propagazione delle fiamme.

Quest’anno il caldo intenso è arrivato già nel mese di giugno, anticipando l’avvio della stagione degli incendi e aumentando il rischio per il patrimonio boschivo e la macchia mediterranea della regione. Un fenomeno – conclude Coldiretti Puglia – che conferma gli effetti del cambiamento climatico, con eventi estremi sempre più frequenti e intensi, e che rende ancora più urgente investire nella prevenzione, nella manutenzione del territorio e nella tutela delle aree rurali.

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