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A Bari l’ultimo saluto a Marius, senza fissa dimora morto in strada: “La città si è raccolta intorno a lui”

Monsignor Satriano: “La sua morte ci interroga. Una comunità si misura dalla cura che sa offrire ai più fragili”

Pubblicato da: redazione | Mer, 8 Luglio 2026 - 14:27
cimiterobari

Si sono tenuti oggi, nella cappella del cimitero di Bari, i funerali di Marius, il clochard morto in strada nel capoluogo pugliese lo scorso 3 luglio, probabilmente a causa di un malore, sul quale potrebbe aver inciso anche il caldo intenso. Nessuno ha reclamato il corpo dell’uomo. Per questo il Comune di Bari ha deciso di organizzare le esequie, insieme ai volontari dell’associazione In.Con.Tra, invitando anche la cittadinanza a partecipare.

Alla vicenda ha dedicato un messaggio l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, richiamando la città a una riflessione sulla solitudine e sulla fragilità. “La morte di Marius ci interroga. Non basta commuoverci davanti a una vita spezzata”, ha scritto Satriano. “Occorre domandarci quante solitudini attraversano le nostre città senza trovare un abbraccio capace di restituire speranza”. Per l’arcivescovo, la risposta di una comunità si misura dalla capacità di prendersi cura di chi è più fragile, di chi non fa notizia e di chi spesso non ha voce per chiedere aiuto.

“Colpisce il gesto della città che oggi si raccoglie attorno a lui”, ha proseguito Satriano. “Se è vero che nessun familiare ha potuto accompagnarlo, è altrettanto vero che una comunità ha scelto di non lasciarlo solo”. Secondo l’arcivescovo, la vicenda di Marius ricorda che la fraternità non nasce soltanto dai legami di sangue, ma dalla capacità di riconoscere nell’altro una persona affidata alla responsabilità collettiva. “Marius oggi restituisce un nome e un volto a tutti coloro che abitano le periferie dell’esistenza”, ha aggiunto Satriano, sottolineando come di lui non si conoscano i sogni custoditi da ragazzo, le ferite incontrate lungo il cammino o i tentativi di ricominciare.

“Non sappiamo quali sogni abbia custodito da ragazzo, quali ferite abbiano segnato il suo cammino, quante volte abbia sperato di ricominciare”, ha scritto ancora l’arcivescovo. “Sappiamo, però, che nessuno può essere identificato soltanto con la sua ultima dimora, un marciapiede, o con le sue fragilità”. Il messaggio si chiude con un saluto rivolto direttamente all’uomo venuto a mancare in strada: “Riposa in pace, fratello Marius. La terra ti è stata spesso stretta; il cielo, oggi, ti sia finalmente casa”.

Foto repertorio

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