Avrebbe chiuso alcuni bambini dell’asilo in uno stanzino al buio per punirli quando si mostravano particolarmente vivaci. È l’accusa contestata a una educatrice di 32 anni, in servizio a Bari, imputata per abuso dei mezzi di correzione. La donna ha chiesto di essere giudicata con rito abbreviato. Nell’udienza di oggi si sono costituiti parte civile i familiari di sei bambini ritenuti vittime delle presunte condotte.
Secondo la ricostruzione della Procura di Bari, l’educatrice avrebbe utilizzato come forma di punizione uno stanzino chiamato “la stanza di don Oronzo”. I bambini, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati spaventati dal buio e terrorizzati dalla figura immaginaria di questo “don Oronzo”. Le indagini sono partite dopo la denuncia di alcune madri, che avevano raccontato i timori manifestati dai figli nei confronti di quella figura. L’inchiesta, coordinata dalla pm Savina Toscani e affidata ai carabinieri, avrebbe consentito agli investigatori di raccogliere altre testimonianze ritenute simili tra loro. La posizione dell’educatrice sarà ora valutata nell’ambito del processo con rito abbreviato, se la richiesta verrà accolta.
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