La cultura barese, anche quella costruita nel tempo dal basso, nei quartieri, nei teatri e negli spazi di comunità, guarda sempre più oltre i confini della città. Esemplare è il caso di Teatri di Bari che prosegue infatti il suo percorso di internazionalizzazione, portando produzioni e coproduzioni in teatri e festival esteri e rafforzando lo scambio con compagnie e istituzioni culturali di Francia, Georgia, Corea, Belgio, Lussemburgo e Spagna.
Un percorso che parte da Bari e dal Teatro Kismet, ma che oggi dialoga con alcune delle principali realtà internazionali dello spettacolo dal vivo, attraverso nuove drammaturgie, riletture dei classici, teatro fisico, performance visive e coproduzioni capaci di mettere in relazione la scena pugliese con l’Europa e l’Asia. Il primo appuntamento è in Francia. Il 16 luglio, a Parigi, sarà presentata in forma di mise en lecture la nuova drammaturgia di Gianni Forte, codirettore artistico di Teatri di Bari insieme a Teresa Ludovico. Il progetto, “Antigone. Sarai tu a fermare la pioggia”, rientra nella selezione “Puglia en scène à Paris”, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura a Parigi e da Puglia Culture.
La produzione, firmata da Teatri di Bari in collaborazione con il GIFT Festival di Tbilisi e Città delle 100 Scale Festival di Potenza, vedrà in scena Maya Sansa, con Mauro Conte, Désirée Giorgietti, Matthieu Pastore e Valentina Vandelli. Il lavoro rilegge il mito di Antigone come materia viva, capace di parlare alle ferite del presente. La figura della donna che si oppone al potere viene collocata in una città contemporanea, simbolo di ogni luogo in cui il controllo tenta di soffocare diritti e libertà. Il suo gesto si intreccia idealmente con “Donna, Vita, Libertà”, il grido nato dalla resistenza delle donne curde e diventato voce collettiva nelle piazze di tutto il mondo.
In autunno Teatri di Bari sarà invece in Georgia con “Anfitrione”, adattamento di Teresa Ludovico dalla celebre commedia di Plauto. Lo spettacolo rappresenterà il teatro barese al Georgian International Festival of Arts di Tbilisi, uno degli appuntamenti più importanti nel panorama internazionale del teatro e delle arti contemporanee. Sul palco del Teatro Tumanishvili, fondato nel 1978 da Mikheil Tumanishvili come studio teatrale sperimentale, torneranno i temi del doppio, dell’identità fittizia, del furto e della perdita dell’identità. Una materia antica che, a distanza di duemila anni, continua a interrogare il presente.
La messa in scena, nell’ambito della Directive Week affidata a Gianni Forte, vedrà in scena Giovanni Serratore, Michele Cipriani, Francesco Ludovico, Demi Licata, Irene Grasso, Mario Cangiano e Alessandro Lussiana. Nel 2026 si rafforzerà anche la collaborazione tra Teatri di Bari, TRIC riconosciuto dal Ministero della Cultura, e la Corea, grazie alla firma del protocollo con il BIPAF, festival internazionale di arti performative che da 23 anni si svolge a Busan, in Corea del Sud.
Un ruolo importante nello scambio culturale è svolto anche dall’Istituto culturale coreano in Italia, che negli scorsi anni ha favorito la presenza in Puglia di eventi e performance di teatro e danza provenienti dalla scena coreana. Sui palcoscenici baresi sono così arrivate compagnie capaci di intrecciare tradizioni antiche, nuove tecnologie e linguaggi multimediali. Anche la stagione 2026/2027 del Teatro Kismet sarà segnata da due nuove coproduzioni internazionali di Teatri di Bari. L’apertura sarà affidata a un’esclusiva italiana della compagnia belga Still Life, fondata nel 2011 da Aurelio Mergola e Sophie Linsmaux.
Lo spettacolo “Flesh” è una performance visiva e non verbale, sospesa tra realismo, tragicommedia e fantasmagoria. Un teatro senza parole che attraversa le solitudini contemporanee per raccontare il bisogno di comunità, relazione e connessione tra gli individui. Le repliche pugliesi nasceranno dalla collaborazione tra Teatri di Bari e importanti centri di produzione teatrale in Belgio e Lussemburgo, tra cui Théâtre Les Tanneurs, Centre culturel de Huy, Kinneksbond/Centre culturel de Mamer, Coop asbl e Shelter Production.
L’altra coproduzione internazionale sarà con El Mandaíto Producciones per “One Night at the Golden Bar”, spettacolo ideato, scritto e interpretato da Alberto Cortés, drammaturgo, coreografo e performer spagnolo. Attraverso teatro, danza e performance, Cortés porta in scena una riflessione poetica sulla vulnerabilità, sul potere degli affetti e sulla bellezza nascosta nella fragilità. La prossima stagione ospiterà anche un’altra prima nazionale di rilievo: “Maro”, ideata dalla compagnia georgiana Hoi. Si tratta di una performance teatrale fisica ispirata al diario e alla vita di Maro Makashvili, giovane infermiera e poetessa che sacrificò la propria vita resistendo all’occupazione russa nel 1921 e prima donna a ricevere il titolo di Eroe nazionale della Georgia.
Il progetto, prodotto dal Tumanishvili Film Actors Theatre di Tbilisi, è vincitore del GIFT Festival Biennale College 2024/2025, programma internazionale dedicato allo sviluppo artistico dei nuovi talenti del teatro. Figura centrale di questo percorso di apertura internazionale è Gianni Forte, impegnato nella costruzione di dialoghi, progettualità e collaborazioni tra Teatri di Bari e i contesti esteri dello spettacolo dal vivo. Forte è anche autore di “Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo”, spettacolo vincitore del Premio Franco Enriquez – Città di Sirolo 2025 come miglior testo. Dopo essere stato portato in scena nell’ultima stagione del Teatro Kismet, il lavoro sarà rappresentato a novembre, in lingua georgiana, al GIFT Festival.
Il Premio Franco Enriquez per il miglior attore è andato invece a Lino Guanciale, regista e interprete di “Flusso”, altra coproduzione di Teatri di Bari, che ha chiuso con successo di pubblico la stagione “Rinascenza” al Kismet. Dalla Francia alla Georgia, dalla Corea al Belgio, fino alla Spagna, Teatri di Bari consolida così una rete internazionale che porta fuori città la scena pugliese e, allo stesso tempo, fa arrivare a Bari nuovi linguaggi e nuove visioni. Un segnale forte: la cultura prodotta nel capoluogo, anche quando nasce da esperienze radicate nel territorio e nei suoi spazi più vivi, può diventare ponte, scambio e presenza riconosciuta oltre i confini locali.
“La collaborazione tra Teatri di Bari e l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi – spiega Forte – rafforza il dialogo culturale tra Italia e Francia, creando nuove occasioni di confronto e scambio artistico. Un ponte che ho reso possibile, vivendo e lavorando tra Parigi e la Puglia, favorendo così l’incontro tra le due realtà. La presentazione a Parigi del mio testo più recente, “Antigone. Sarai tu a fermare la pioggia” rappresenta un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione di Teatri di Bari e nella valorizzazione della scena contemporanea pugliese”, ha concluso.