Un pomeriggio di ordinaria follia urbana si è consumato ieri a Bari, nel cuore del quartiere San Pasquale, trasformando una regolare tratta del trasporto pubblico in una caotica interruzione della viabilità. Una donna ha tentato con insistenza di salire a bordo del bus della linea 21 dell’Amtab — il mezzo che collega il quartiere cittadino con la frazione di Ceglie — in un punto non consentito. Di fronte al fermo e inevitabile diniego del conducente, la cittadina ha inseguito il mezzo per poi piazzarsi fisicamente davanti al parabrezza, bloccando la marcia del bus e paralizzando l’intero traffico veicolare di via Gaetano Salvemini sotto gli occhi increduli di decine di passanti.
L’episodio ha generato momenti di forte tensione. La donna, visibilmente esasperata, ha urlato a più riprese le proprie ragioni rivendicando il diritto di salire sul mezzo pubblico.. La protesta ha bloccato la strada per diversi minuti, attirando l’attenzione dei residenti e dei pedoni, molti dei quali hanno ripreso la scena con i propri smartphone, fino a quando l’intervento delle pattuglie della Polizia ha permesso di placare gli animi, allontanare la donna e consentire al bus di rimettersi in marcia.
A fare piena chiarezza sulla dinamica e a blindare l’operato del dipendente Amtab sono però le carte ufficiali dell’azienda di trasporto barese. La fermata in oggetto, infatti, non è mai stata ripristinata: come si legge chiaramente nel comunicato stampa ufficiale presente sul portale aziendale, la sospensione delle fermate in via Salvemini è valida dallo scorso 10 luglio e “fino a nuova disposizione” a causa di modifiche alla viabilità.
La condotta del conducente, che ha rifiutato l’apertura delle portiere mentre il mezzo si trovava bloccato al semaforo rosso fuori dallo spazio preposto, è da considerarsi pienamente corretta e inattaccabile. Il Regolamento Aziendale di Vettura (consultabile sulla piattaforma MUVT) vieta infatti tassativamente la salita e la discesa dei passeggeri al di fuori delle aree di fermata autorizzate. L’autista ha dunque agito nel perfetto rispetto dei propri doveri d’ufficio e delle rigide normative di sicurezza vigenti, formulate specificamente per prevenire potenziali incidenti, investimenti o infortuni derivanti dall’accesso incontrollato degli utenti alla carreggiata.
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