Durante l’anno scolastico i bambini trascorrono mediamente circa due ore al giorno davanti agli schermi. Con la chiusura delle scuole il dato quasi raddoppia, raggiungendo le quattro ore quotidiane nei mesi estivi. Un altro picco, ma di minore durata, si registra anche durante le vacanze di Natale (come indicato nel grafico). È quanto emerge da un’indagine realizzata dalla scuola di inglese online Novakid su 960 genitori in Italia, Polonia, Romania e Turchia. «Istintivamente pensavo che il problema fosse il tempo trascorso davanti agli schermi. I dati mostrano invece che la vera preoccupazione dei genitori riguarda cosa fanno i bambini durante quelle ore e quanto quel tempo sia guidato da uno scopo preciso», commenta Max Azarov, CEO e cofondatore di Novakid.
Il 62% dei genitori dichiara infatti che gestire il tempo davanti agli schermi durante le vacanze è difficile, mentre quasi un terzo afferma che l’uso dei dispositivi provoca discussioni frequenti o interferisce con le routine del sonno. «La scuola svolge un ruolo invisibile ma fondamentale: orari, compiti e attività scandiscono la giornata. Quando arriva l’estate questa struttura scompare e molte famiglie si trovano a doverla ricostruire da sole», osserva Azarov. L’indagine evidenzia inoltre che il 78% dei genitori sarebbe più sereno rispetto all’uso degli schermi se le attività fossero educative e organizzate. Per le famiglie il nodo non è quindi ridurre drasticamente il digitale, ma trasformarlo in un’opportunità di apprendimento.
«Non è realistico pensare di eliminare smartphone e tablet durante le vacanze. La differenza la fanno routine, obiettivi chiari e attività che producono un risultato concreto per il bambino». Accanto al tema educativo emerge anche quello dell’organizzazione familiare. Diverse ricerche internazionali mostrano come gli schermi vengano spesso utilizzati come soluzione di supporto alla gestione dei figli quando non sono disponibili alternative come centri estivi, nonni o babysitter.
«Molti genitori non scelgono gli schermi perché li considerano la soluzione migliore, ma perché rappresentano l’opzione più accessibile. Quando il tempo digitale è strutturato e finalizzato all’apprendimento, l’ansia delle famiglie tende a diminuire sensibilmente», conclude Azarov. Secondo Novakid, mantenere anche durante l’estate brevi attività regolari dedicate all’apprendimento può contribuire a preservare abitudini positive, sostenere lo sviluppo delle competenze e ridurre le tensioni legate all’uso dei dispositivi.