Un immobile datato, ammalorato e immerso nel disordine, dove a luglio inoltrato diventa impossibile svolgere dignitosamente persino l’attività giudiziaria di base. È lo scenario desolante del Tribunale di Bari, una struttura in gran parte priva di aria condizionata funzionante nelle aule d’udienza, dove magistrati, avvocati e personale amministrativo sono costretti a lavorare in condizioni termiche estreme. Un paradosso logistico che si fa persino grottesco camminando nei corridoi: a pochi metri dalle aule dove si muore di caldo, l’impianto di refrigerazione funziona infatti perfettamente solo all’interno della filiale della banca Bnl ospitata nel complesso.
Il caso solleva forti interrogativi anche sulla gestione dei fondi pubblici. L’edificio avrebbe dovuto beneficiare di massicci interventi di manutenzione straordinaria e di efficientamento energetico per oltre 20 milioni di euro, interamente finanziati con le risorse del Pnrr. Opere che, secondo i cronoprogrammi ufficiali, si sarebbero dovute concludere entro marzo 2025. A oggi, invece, non si ha alcuna certezza sui tempi di fine lavori, mentre l’esterno della struttura offre uno spettacolo di totale abbandono, tra fontane storiche dismesse e giardini ormai completamente essiccati dal sole.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale di Forza Nuova, Carrieri, che punta il dito contro i vertici romani: «A Bari mi pare ci sia un rappresentante autorevole del Governo con delega alla Giustizia. Rivolgo a lui l’invito a effettuare un sopralluogo urgente presso il Tribunale, per verificare le odierne condizioni di estremo degrado».
La denuncia di Carrieri pone poi l’accento sul contrasto tra i doveri dei cittadini e le mancanze delle istituzioni: «Una Nazione che pretende annualmente da imprese, lavoratori e famiglie centinaia di milioni di euro di bolli, imposte di registro e contributi unificati, e poi consente di amministrare la Giustizia in luoghi insicuri e indecorosi, dimostra di avere uno Stato che ha totalmente abdicato ai suoi doveri; prende soltanto dai cittadini senza poi assolutamente rispettarli».