Il grande polmone verde di Bari soffre l’afa soffocante di luglio, e insieme alle temperature roventi si infiamma anche la protesta dei residenti per lo stato di totale incuria in cui versano le aree pubbliche. Al centro della contestazione dei cittadini ci sono Parco 2 Giugno e viale Kennedy, nel quartiere Poggiofranco.
A dare voce al malcontento diffuso è lo sfogo al vetriolo di un residente, che punta il dito direttamente contro i vertici di palazzo di Città: «Bari, viale Kennedy, Parco 2 Giugno, Chi amministra questa città? Un “ex” verde». Un commento amaro che evidenzia il cortocircuito tra la storica vocazione ambientalista sbandierata dall’amministrazione e la realtà di un prato completamente bruciato dall’azione combinata del sole e di una rete di irrigazione chiaramente insufficiente.
Ma il problema del manto erboso secco è solo la punta dell’iceberg. L’ondata di calore sta amplificando un grave disservizio legato all’igiene urbana, con i cestini gettacarte che non verrebbero svuotati da tempo. «Tutto secco, cestini non svuotati da tempo, puzza ovunque, un disservizio per i cittadini che con questo caldo vivono in città», incalza il residente. La combinazione tra i quaranta gradi estivi e la permanenza prolungata dei rifiuti organici nei contenitori sta generando esalazioni nauseabonde che appestano i marciapiedi e le panchine del parco, rendendo l’aria irrespirabile e attirando insetti.