Un pasticcio che continua a far discutere e a penalizzare la mobilità sostenibile. Al centro delle proteste dei residenti di Bari c’è ancora una volta la tormentata pista ciclabile di via Fanelli, finita nuovamente nel caos dopo i recenti interventi di modifica strutturale. Un’opera nata sotto una cattiva stella e che oggi si presenta come una striscia di asfalto sporca, dissestata e di fatto inutilizzabile almeno per un tratto.
I problemi erano cominciati già nella prima fase di realizzazione. Il percorso era stato inizialmente tracciato includendo clamorosamente un palo del semaforo all’interno della stessa corsia ciclabile, il tutto senza la necessaria segnaletica orizzontale bianca a delimitare gli spazi. Una bizzarria tecnica che ha subito attirato le critiche dei cittadini e l’intervento degli esperti: la presenza dell’impianto semaforico riduceva la larghezza della pista al di sotto delle misure minime previste dal Codice della Strada, rendendo l’opera totalmente illegale e pericolosa per la sicurezza dei ciclisti.
Nelle ultime ore il cantiere è stato riaperto per rimediare all’errore, ma il rimedio sembra aver generato un nuovo disservizio. Come spiegato e documentato dai residenti della zona, gli operai hanno provveduto a rimuovere l’ostacolo “aprendo” e frantumando l’asfalto circostante. Tuttavia, una volta completata la rimozione del palo, il tratto non è stato né riasfaltato a regola d’arte, né ripulito dai detriti.
La pista si presenta coperta di polvere, residui di materiale edile e buche, privando il quartiere di un collegamento sicuro. I cittadini chiedono ora un intervento immediato del Comune di Bari affinché la ditta appaltatrice ripristini il manto stradale, risalti la segnaletica e restituisca decoro a un’arteria stradale già fortemente congestionata dal traffico.