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Musica, Shakira e i ritmi senza confini: la storia della regina del pop latino che fa ballare il mondo

Per la rubrica Musica scopriamo Shakira

Pubblicato da: redazione | Mar, 21 Luglio 2026 - 15:37
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Ci sono artisti legati a una canzone, a un genere o a una precisa stagione musicale. Shakira, invece, ha attraversato lingue e culture, riuscendo a trasformarsi senza perdere la propria identità. Cantautrice, ballerina e produttrice colombiana, è diventata uno dei volti più riconoscibili del pop mondiale, portando la musica latina ben oltre i confini dell’America del Sud. La sua voce particolare, le coreografie ispirate alla danza araba e una scrittura capace di alternare leggerezza, passione e temi sociali hanno contribuito a costruire una carriera lunga più di trent’anni. Canzone da ascoltare durante la lettura? La sua ultima hit, Dai Dai, un messaggio per spronare a “non mollare mai”.

Una bambina cresciuta tra musica, poesia e danza

Shakira Isabel Mebarak Ripoll nasce a Barranquilla, in Colombia, il 2 febbraio 1977. Le sue origini riflettono già quell’incontro tra culture che diventerà centrale nella sua musica: il padre è statunitense di origine libanese, mentre la madre appartiene a una famiglia colombiana con radici spagnole e italiane. Fin da bambina scrive poesie e racconti. A otto anni compone la sua prima canzone, dedicata al padre, e poco dopo comincia a esibirsi in concorsi e programmi locali. Anche la danza entra presto nella sua vita: in un ristorante mediorientale ascolta il suono della darabouka e improvvisa alcuni movimenti sul tavolo, attirando l’attenzione dei presenti. La strada, però, non è priva di ostacoli. Da piccola viene esclusa dal coro scolastico perché la sua voce è giudicata troppo insolita. Proprio quel timbro nasale e vibrante, considerato inizialmente un limite, diventerà uno dei suoi tratti più riconoscibili.

Dai primi dischi alla svolta internazionale

Shakira pubblica il primo album, Magia, quando è ancora adolescente. I risultati iniziali sono modesti, ma la cantante continua a scrivere e a cercare un linguaggio personale. La svolta arriva negli anni novanta con Pies descalzos e ¿Dónde están los ladrones?, album che la impongono nel mercato latinoamericano. I testi diventano più autobiografici, intensi e attenti alle contraddizioni della società. Per conquistare il pubblico internazionale decide poi di imparare l’inglese, studiando anche attraverso la poesia. Nel 2001 pubblica Laundry Service, il disco che la trasforma in una star mondiale grazie a brani come Whenever, Wherever e Underneath Your Clothes. Non si limita a tradurre le proprie canzoni: scrive direttamente in una nuova lingua, adattando la sua identità musicale a un pubblico globale senza rinunciare alle radici colombiane.

Hips Don’t Lie e la consacrazione mondiale

Negli anni successivi Shakira consolida il successo con album in inglese e in spagnolo. La Tortura, realizzata con Alejandro Sanz, diventa una delle canzoni latine più popolari del periodo, mentre Hips Don’t Lie, in collaborazione con Wyclef Jean, conquista le classifiche internazionali. Il brano diventa un manifesto del suo stile: ritmi latini, contaminazioni caraibiche, sensualità, energia e una coreografia impossibile da separare dalla musica. Nel corso della carriera collabora con numerosi protagonisti del panorama internazionale, tra cui Beyoncé, Rihanna, Carlos Santana, Maluma, Karol G, Black Eyed Peas e David Guetta. Ogni incontro musicale mostra la sua capacità di muoversi tra pop, rock, reggaeton, elettronica e sonorità tradizionali.

Tra rock, pop latino e influenze arabe

Definire Shakira soltanto una cantante pop sarebbe riduttivo. Nei suoi primi album è evidente l’influenza del rock latino, ma nel tempo il suo repertorio si arricchisce di folk sudamericano, musica andina, ritmi africani e richiami mediorientali. Le origini libanesi del padre emergono soprattutto nelle sonorità e nelle coreografie di brani come Ojos así. Alla danza del ventre si uniscono movimenti moderni, ritmi caraibici e linguaggi pop, creando una cifra stilistica immediatamente riconoscibile. Tra le sue influenze musicali figurano anche Beatles, Led Zeppelin, Nirvana, The Police, The Cure e John Lennon. Questa varietà spiega perché Shakira sia riuscita a parlare a pubblici molto diversi senza restare confinata in un unico genere.

La cantante che fa ballare anche i Mondiali (di calcio)

Il rapporto tra Shakira e le grandi manifestazioni calcistiche è diventato una parte importante della sua carriera. Già nel 2006 si esibisce prima della finale dei Mondiali con Hips Don’t Lie. Il legame diventa ancora più forte nel 2010, quando interpreta Waka Waka (This Time for Africa), canzone ufficiale dei Mondiali in Sudafrica. Il brano supera rapidamente i confini della competizione e diventa uno dei tormentoni più popolari della sua carriera. Ancora oggi è associato alle immagini, alle celebrazioni e all’atmosfera di quel torneo. Nel 2014 Shakira torna protagonista con La La La (Brazil 2014), eseguita durante la cerimonia conclusiva dei Mondiali in Brasile. Nel 2026 rinnova questa tradizione con Dai Dai, realizzata insieme a Burna Boy e legata al Campionato mondiale di calcio. Le sue canzoni possiedono infatti le caratteristiche perfette per diventare inni collettivi: ritornelli immediati, ritmi energici e testi capaci di essere cantati da persone provenienti da Paesi diversi.

Dalla crisi personale alla rinascita musicale

Negli ultimi anni Shakira ha trasformato anche le difficoltà private in materiale artistico. Dopo la fine della relazione con Gerard Piqué, la cantante torna al centro della scena con Shakira: Bzrp Music Sessions Vol. 53. Il brano diventa un fenomeno globale e anticipa l’album Las mujeres ya no lloran, pubblicato nel 2024. Il titolo riassume il senso del progetto, il dolore non viene nascosto, ma trasformato in energia, consapevolezza e indipendenza. Ancora una volta Shakira dimostra di saper interpretare il proprio tempo, utilizzando la musica non soltanto per raccontarsi, ma anche per rappresentare il desiderio di riscatto di molte donne.

L’impegno per i bambini e l’istruzione

Al di fuori della musica, Shakira porta avanti da anni un’intensa attività sociale. Nel 1997 fonda la Barefoot Foundation, organizzazione nata per offrire istruzione, assistenza e pasti ai bambini delle aree più povere della Colombia. È inoltre ambasciatrice UNICEF e ha partecipato a numerose campagne dedicate all’infanzia e al diritto allo studio. Per la cantante, l’educazione rappresenta lo strumento principale per interrompere il ciclo della povertà e permettere ai bambini di costruire il proprio futuro.

Curiosità su Shakira

Il nome Shakira deriva dall’arabo e significa “riconoscente” o “grata”. La cantante parla correntemente spagnolo, inglese e portoghese e possiede conoscenze di italiano, francese e arabo. Prima di diventare una popstar ha recitato nella telenovela colombiana El Oasis. È stata anche coach di The Voice USA e ha doppiato Gazelle nei film di Zootropolis, interpretando inoltre alcune canzoni della colonna sonora. La sua canzone ¿Dónde están los ladrones? deve il titolo a un episodio realmente accaduto: in aeroporto le venne rubato un bagaglio contenente i testi del nuovo disco e fu costretta a riscrivere parte del materiale. Un’altra curiosità riguarda proprio Hips Don’t Lie: il titolo nasce dal metodo utilizzato dalla cantante per capire se una canzone funziona. Quando ascolta un brano in studio, se il suo corpo comincia spontaneamente a muoversi, significa che il ritmo è quello giusto.

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