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Trombosi venosa superficiale, il mesoglicano potrebbe ridurre le recidive nel lungo periodio

La ricerca, coordinata dall’Ospedale-Università di Padova, ha coinvolto 16 centri italiani, tra cui Bari

Pubblicato da: redazione | Ven, 24 Luglio 2026 - 10:09
Laboratorio ricerca

Il trattamento prolungato con mesoglicano potrebbe ridurre nel lungo termine il rischio di recidive nei pazienti con recente diagnosi di trombosi venosa superficiale. È quanto emerge da uno studio condotto da un team di ricercatori di 16 centri italiani, coordinato da Giuseppe Camporese, della Uoc Clinica medica 1 a indirizzo trombotico-emorragico dell’Ospedale-Università di Padova, e da Paolo Simioni, direttore della stessa unità operativa.

Il mesoglicano è un principio attivo appartenente alla classe degli antitrombotici, farmaci utilizzati per aiutare a prevenire la formazione di coaguli all’interno dei vasi sanguigni, sia venosi sia arteriosi. Viene impiegato nella prevenzione e nel trattamento di patologie vascolari, comprese le trombosi venose e le ulcere croniche. Secondo i risultati dello studio, il trattamento con mesoglicano nei pazienti con recente trombosi venosa superficiale ha determinato una riduzione statisticamente significativa del tasso di recidiva nel lungo termine. I dati, spiegano i ricercatori, supportano l’ipotesi che il farmaco agisca progressivamente nel tempo, con un possibile effetto “riparatore” sulla parete venosa danneggiata dalla trombosi.

Lo studio ha coinvolto centri distribuiti in diverse città italiane: Padova, Venezia, Mirano, Conegliano, Castelfranco Veneto, Perugia, Roma, Napoli, Avellino, Palermo, Macerata, Ancona, Firenze, Bari, Avezzano e Varese. “A oggi nessuna linea guida internazionale riporta raccomandazioni o suggerimenti su come prevenire le recidive di trombosi venosa superficiale, né tantomeno viene riportato quale sia il reale tasso di incidenza di recidive nel lungo termine”, ha spiegato Giuseppe Camporese. In letteratura, ha aggiunto, sono disponibili soprattutto dati da studi retrospettivi o da studi prospettici con follow-up limitato a pochi mesi dopo la sospensione della terapia.

Secondo Camporese, la ricerca ha evidenziato un calo degli eventi, prevalentemente recidive di trombosi venosa superficiale, di circa il 30% a 24 mesi nel gruppo di pazienti trattati con mesoglicano rispetto a quello trattato con placebo. Lo studio ha inoltre rilevato, nei pazienti non trattati, un tasso di recidiva di eventi tromboembolici venosi a 24 mesi pari al 39%, un dato più elevato rispetto a quanto riportato finora in studi precedenti. “I risultati indicano che il mesoglicano non si limita a un effetto antitrombotico, ma sembra favorire un progressivo recupero della funzionalità della parete venosa danneggiata, traducendosi in una riduzione delle recidive nel lungo periodo”, ha dichiarato Paolo Simioni. La ricerca apre quindi una possibile prospettiva nella gestione dei pazienti con trombosi venosa superficiale, soprattutto sul fronte della prevenzione delle recidive a distanza di tempo dalla diagnosi.

Foto repertorio

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