Transenne, erbacce, ruggine e una struttura in ferro che continua a segnare il paesaggio urbano della zona 167 di Palese. È il disagio denunciato dai residenti di via Leonardo Del Turco, dove l’area nata per ospitare il mercato settimanale resta da oltre vent’anni inutilizzata e senza una prospettiva chiara. A ottobre 2025 il Comune di Bari era intervenuto con un’ordinanza urgente firmata dal sindaco Vito Leccese per la messa in sicurezza dell’area, con la rimozione delle parti ammalorate della struttura in acciaio e una pulizia straordinaria affidata ad Amiu Puglia. Da allora, però, secondo i cittadini non sarebbero arrivate notizie concrete sul futuro dello spazio: demolizione, riqualificazione o nuova destinazione d’uso restano ancora interrogativi aperti.
Ed è proprio questa assenza di risposte a riaccendere la protesta dei residenti. La struttura, costruita agli inizi degli anni duemila ma mai entrata davvero in funzione, resta recintata e visibile ogni giorno a chi vive nella zona o attraversa il quartiere. Un “panorama desolante”, lo definiscono alcuni cittadini, che chiedono non solo sicurezza ma una soluzione definitiva. “Ormai sono molti anni che dobbiamo fare i conti con questo mostro in disuso”, racconta una residente. “Non è solo brutto da vedere, è molto pericoloso e ci sono ragazzini che spesso si riuniscono nelle vicinanze. Con il vento forte diventa ancora più pericoloso, tra ferri arrugginiti e transenne”.
La preoccupazione riguarda anche la presenza del mercato rionale, che continua a svolgersi nell’area, seppure con un’affluenza ridotta rispetto al passato. “Un vero schifo, negli anni non hanno fatto nulla per cambiare lo stato delle cose. Da quando c’è questa struttura nemmeno la festa di San Michele è più quella di un tempo”, aggiunge la cittadina. A pesare, per i residenti, è anche il contrasto con gli interventi realizzati negli ultimi anni nelle aree circostanti. “Quello che fa più rabbia è ci hanno preso in giro con la messa in sicurezza, ma nulla è cambiato…hanno solo abbellito le transenne”, denuncia un residente.
C’è chi immagina un riuso dell’area, magari come parcheggio o spazio verde, ma la richiesta più ricorrente resta quella della demolizione. “Che almeno venga rimesso a nuovo, anche se dovrebbe essere rimosso e basta. Ci mettessero un po’ di verde”, prosegue il residente. Il nodo è che, dopo la messa in sicurezza, i cittadini sostengono di non aver più ricevuto aggiornamenti. Nell’ordinanza di ottobre si parlava di verifiche tecniche per valutare se procedere alla demolizione o alla riqualificazione dell’intero complesso. Ma, a distanza di mesi, il futuro della struttura resta sospeso.
“Non sappiamo nulla del futuro di questa struttura”, spiega un’altra residente. “Non è mai stata utilizzata e adesso è in una fase di decadenza assoluta. Certo, è recintata per quanto possibile, ma non ci sono interventi di alcun tipo e ormai è lì da anni. Non so cosa si stia aspettando per fare qualcosa”. La vicenda torna così al centro delle richieste del quartiere. I cittadini chiedono che l’area non resti un intervento incompiuto, fermo alla sola messa in sicurezza, ma venga restituita alla comunità con una scelta chiara: demolire la struttura o darle finalmente una funzione utile.
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