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Bari nella morsa del “people pleasing”: i baresi non sanno dire “no”. Sono troppo accomodanti

L'indagine sulla sindrome del "compiacere gli altri" a discapito di se stessi

Pubblicato da: redazione | Lun, 20 Luglio 2026 - 08:36
saldi via sparano

I baresi si confermano tra i cittadini più generosi e accoglienti d’Italia, ma spesso a caro prezzo per la propria salute emotiva. Secondo la ricerca della piattaforma Unobravo, i baresi faticano enormemente a tracciare confini personali e a far valere le proprie esigenze. Con un punteggio di 3,52 su 5, i residenti del capoluogo pugliese si piazzano al terzo posto nella classifica nazionale del people pleasing, preceduti solo dai palermitani e dai napoletani.

Rispondere subito a un messaggio per non sembrare freddi. Dire di sì anche quando si è già esausti. Evitare discussioni pur di non creare tensioni, o sentirsi profondamente in colpa nel deludere qualcuno, persino quando si avrebbe il disperato bisogno di mettere se stessi al primo posto. Comportamenti all’apparenza quotidiani e legati alla cortesia che, tuttavia, possono nascondere una profonda difficoltà di assertività. Se essere disponibili, accomodanti o affidabili è da sempre considerata una qualità apprezzata nelle relazioni, quando questo modo di porsi diventa costante, automatico e totalizzante rischia di trasformarsi in una trappola per il proprio benessere emotivo.

In psicologia, questa attitudine viene definita people pleasing: la tendenza sistematica a dare priorità ai bisogni, alle aspettative o alle emozioni degli altri, relegando se stessi in secondo piano. Per capire l’esatta diffusione di questo fenomeno in Italia, la piattaforma di psicologia online Unobravo ha intervistato oltre 1.600 adulti in tutto il Paese, esplorando il delicato rapporto con i confini personali e il bisogno di approvazione.I dati emersi disegnano una vera e propria mappa del disagio relazionale, che vede il Meridione e la nostra città in prima fila. Bari si posiziona infatti sul podio nazionale, al terzo posto tra le città italiane con i livelli più alti di comportamenti associati al people pleasing (con un punteggio di 3,52 su 5), preceduta solo da Palermo (3,55) e Napoli (3,53). Un dato che riflette quanto nel contesto locale la pressione sociale, l’accoglienza a tutti i costi e il timore del giudizio altrui possano gravare sulla salute psicologica dei cittadini.

A livello nazionale, più di 6 italiani su 10 (62%) ammettono di mettere i bisogni altrui davanti ai propri, e il 58% fa di tutto pur di evitare un conflitto, anche quando la situazione viene ritenuta importante. La famiglia si conferma il terreno più scivoloso: il 65% del campione cede il passo proprio con i congiunti. La motivazione principale? Per il 30% degli intervistati si tratta di una strategia per scongiurare tensioni. L’indagine svela anche un forte divario di genere e generazionale: una donna su due sperimenta questa difficoltà (contro il 39% degli uomini), mentre la Gen Z registra il punteggio di people pleasing più alto in assoluto. Anche il mondo professionale ne risente, con il 43% dei lavoratori che si sente costretto a mostrarsi sempre reperibile e affidabile. La voglia di voltare pagina, però, c’è: il 65% degli italiani dichiara apertamente di voler imparare, finalmente, a darsi la priorità.

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