Nel quartiere Libertà di Bari i negozi chiudono e, al loro posto, spuntano box auto e garage. È la denuncia che arriva da diversi residenti, preoccupati per una trasformazione sempre più visibile ai piani terra degli edifici. Dalle saracinesche abbassate, alle attività commerciali che spariscono e locali riconvertiti in spazi per parcheggiare le auto. Sono sempre di più i “campanelli d’allarme” che fanno pensare a una crescita esponenziale di quella che alcuni definiscono come “fame di parcheggi”.
Si tratta di un fenomeno che, secondo i cittadini, non solo racconta il disagio di un quartiere (e di una città) già alle prese con la carenza cronica di posti auto, aggravata negli ultimi mesi da cantieri, nuovi divieti di sosta e interventi sulla viabilità, ma anche qualcosa di più profondo, ovvero di una città in cui le auto sembrano occupare sempre più spazio rispetto alle persone, ai servizi e alla vita di quartiere, nonostante l’amministrazione guardi al futuro con l’idea di una mobilità completamente stravolta, tra mezzi pubblici, Brt e park & ride che hanno come obiettivo quello di far usare sempre meno l’auto. Il presente però è diverso e, mentre il futuro è ancora lontano, i cantieri sono in corso e il problema della sosta è quotidiano, soprattutto in alcune zone dove la necessità di trovare parcheggi sta “ridisegnando” la geografia urbana dei quartieri.
Proprio al Libertà, per esempio, trovare parcheggio, soprattutto nelle ore serali, è spesso una corsa a ostacoli. La pressione è aumentata con i lavori in diverse strade e con la riduzione degli stalli disponibili. In questo contesto, i locali commerciali trasformati in box diventano una risposta alla domanda crescente di parcheggi, ma anche un segnale di impoverimento del tessuto urbano. “Dove prima c’erano negozi di vicinato, botteghe, piccoli esercizi o attività artigianali, oggi possono comparire autorimesse private”, denuncia un cittadino. Il risultato? Una strada meno viva, con meno passaggio, meno relazioni e meno presìdi sociali. Per i residenti, il rischio è che il quartiere perda pezzi della sua identità, sacrificati alla necessità di fare spazio alle macchine. Il fenomeno non riguarda solo il Libertà. In centro, il valore dei box e dei posti auto è ormai schizzato alle stelle. In via Alessandro Maria Calefati, nel Murattiano, un annuncio immobiliare propone un box auto doppio di nuova realizzazione a 235mila euro: 57 metri quadrati al piano terra, serranda elettrica, pavimentazione in resina, piccolo vano deposito e disponibilità da maggio 2026.
Una cifra che colpisce perché, fino a pochi anni fa, avrebbe potuto rappresentare il prezzo di un appartamento, un luogo “da vivere” e non di passaggio come un posto auto. Oggi, invece, racconta quanto sia diventato “prezioso” uno spazio privato per l’auto nel cuore di Bari. Così box e garage diventano investimenti appetibili, mentre chi vive nei quartieri più densi continua a girare a vuoto anche per oltre 40 minuti per trovare un posto libero. Caso emblematico, oltre quelli già citati è Palese. “Cinquanta euro al mese, ma anche sessanta, questa la tassa che sono costretta a pagare per non dover girare anche oltre un’ora per trovare parcheggio – racconta una residente – sono stata fortunata, c’è chi paga di più e c’è anche chi non trova posto. Fino a poco tempo fa parcheggiavo l’auto in luoghi di fortuna, a volte anche sotto casa dove purtroppo c’è divieto di sosta, ma dove tutti parcheggiano. Ma ero arrivata al limite, una volta ho iniziato a cercare parcheggio alle 18 per trovarlo solo alle 20. Non potevo certo lasciarla sul mare, anche li è uguale tanto in estate. E non dimentichiamo chi ha difficoltà motorie che non può permettersi di camminare tanto. E’ un paradosso, un tot di posti auto gratuiti dovrebbero essere garantiti, eppure questa città conta forse più auto che persone ormai perché spostarsi con i mezzi è una tragedia. Per ottenere risultati effettivi, quello che si spera con il Brt, dovranno passare anni, nel frattempo però non abbiamo soluzioni e vorrei che l’amministrazione ci pensasse: 50/60 euro al mese (e lo ribadisco, sono stata fortunata perché c’è chi paga anche di più), tra bollette, spesa e vita non sono pochi”, conclude.
Il paradosso è evidente, mentre Bari prova a costruire una mobilità più sostenibile, con nuove linee di trasporto pubblico e spazi pedonali, il mercato continua a premiare l’auto privata. E nei quartieri più popolosi, come il Libertà, questa tensione diventa ancora più evidente. La denuncia dei cittadini guarda infatti anche al modello di città che si sta costruendo. “Quando un negozio chiude e diventa un garage, non si perde solo un’attività economica: si perde un pezzo di strada vissuta, un punto di riferimento, un servizio di prossimità”, denunciano ancora i cittadini, “è importante agire presto, magari mettendo dei vincoli, altrimenti si rischia di far peggiorare una situazione già fuori controllo”, concludono. Sul tema era intervenuto già moltissime volte il consigliere Luca Bratta evidenziando come, soprattutto nel quartiere Libertà la situazione sia “sfuggita di mano” e veda oggi box auto, al posto di molte saracinesche chiuse, un tempo negozi e fulcro per la socialità e la vivibilità del quartiere.