Oltre mille ettari di boschi, pascoli, macchia mediterranea e terreni agricoli sono stati percorsi dal fuoco nel solo territorio di Altamura. È il primo bilancio della conta dei danni dopo gli incendi che negli ultimi giorni hanno devastato un ampio versante del Parco nazionale dell’Alta Murgia e alcune aree limitrofe. La situazione resta ancora delicata: ieri mattina risultavano attivi alcuni piccoli focolai, mentre proseguono le verifiche sulle superfici attraversate dalle fiamme e sulle aree più colpite.
Nel territorio di Altamura, il rogo ha interessato il bosco della Mena, Pozzi di Rota, i pascoli di Masseria Viti De Angelis e altre zone agricole e naturalistiche. L’incendio, divampato il 21 luglio, si era sviluppato su più fronti e, alimentato dal vento, aveva richiesto l’attivazione del Centro operativo comunale. Sul posto sono intervenuti mezzi aerei, vigili del fuoco, Arif, carabinieri forestali e volontari, impegnati per contenere l’avanzata delle fiamme e mettere in sicurezza le aree minacciate dal rogo.
Il fuoco ha poi colpito anche l’area di Quasano, nella zona della Sentinella, propagandosi verso il territorio di Bitonto lungo un corridoio ecologico che comprende anche il Bosco Rogadeo. Tra Quasano e la Murgia Rogadeo la superficie percorsa dalle fiamme è stimata in 352 ettari, con un perimetro complessivo di circa 12,8 chilometri. Nel territorio di Bitonto risultano bruciati 39 ettari: 27 di bosco e 12 di macchia mediterranea, per un perimetro di circa 2,7 chilometri.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate sul posto, una delle colonne di fumo sarebbe stata inizialmente individuata all’altezza di Toritto. Da lì il fuoco, sospinto dallo scirocco, si sarebbe propagato attraverso lame e aree di pascolo fino a raggiungere il bosco. Proprio le zone pascolive sono risultate tra le più esposte, anche per la difficoltà di proteggerle con interventi preventivi rispetto alle aree boschive più facilmente delimitabili. Il bilancio resta provvisorio, ma già pesante, centinaia di ettari di habitat naturale e terreni agricoli sono stati compromessi, mentre l’Alta Murgia continua a fare i conti con le conseguenze di una delle emergenze ambientali più gravi degli ultimi giorni.
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