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Clima, Bari tra le città più colpite da eventi estremi: 44 dal 2010

Puglia "sul podio", Legambiente lancia l'allarme

Pubblicato da: redazione | Mar, 28 Luglio 2026 - 14:23
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Bari è tra le città italiane più colpite dagli eventi meteo estremi lungo la costa.E’ quanto emerso dall’ultimo report di Legambiente, “Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane”, realizzato insieme all’Osservatorio Città Clima. Secondo i dati raccolti dall’associazione, dal 2010 al 2026 Bari ha registrato 44 eventi meteo estremi, risultando seconda in Italia dopo Genova, che ne conta 50. Seguono Palermo con 38, Agrigento con 35 e Napoli con 27.

Il dato barese si inserisce in un quadro regionale particolarmente critico. La Puglia, con 136 eventi meteo estremi registrati negli ultimi 16 anni, è la seconda regione italiana più colpita dopo la Sicilia, che guida la classifica con 232 episodi. Al terzo posto c’è la Calabria con 104 eventi, seguita da Liguria, Campania e Lazio. Il report accende i riflettori su un fenomeno sempre più evidente, le coste e le spiagge italiane sono esposte in modo crescente agli effetti della crisi climatica. Non si tratta solo di caldo record, ma anche di piogge intense, allagamenti, trombe d’aria, raffiche di vento e mareggiate, che contribuiscono ad aggravare l’erosione dei litorali.

A livello nazionale, dal 2010 al 2026 sono 308 su 643 le località costiere colpite da eventi meteo estremi, pari al 48% del totale. Gli episodi censiti lungo le coste sono 1.073, su un totale nazionale di 2.778 eventi meteo estremi. La crescita è costante. Fino al 2025 i comuni costieri colpiti erano il 45,4%, con 1.028 eventi. Nel 2024 la percentuale era al 41,2%, con 885 episodi, mentre nel 2023 si fermava al 37,3%, con 780 eventi. Tra i fenomeni più frequenti lungo le coste italiane ci sono gli allagamenti causati da piogge intense, 404 casi, seguiti dalle trombe d’aria, 286, e dalle mareggiate, 107. Legambiente segnala anche l’aumento delle mareggiate e delle raffiche di vento negli ultimi cinque anni: dal 2022 al 2026 le prime sarebbero cresciute del 550%, le seconde dell’80%.

Il Sud Italia risulta l’area più colpita. Sicilia, Puglia e Calabria occupano infatti le prime tre posizioni della classifica regionale, confermando la particolare vulnerabilità dei territori costieri meridionali, dove turismo, porti, spiagge, centri abitati e infrastrutture si concentrano spesso in aree esposte ai cambiamenti climatici. Il tema riguarda da vicino anche la Puglia, regione con centinaia di chilometri di costa e numerosi tratti già interessati da erosione, mareggiate e pressione antropica. Secondo Legambiente, senza una strategia strutturale di adattamento, il rischio è che gli eventi estremi producano danni sempre più pesanti su spiagge, stabilimenti balneari, strade costiere, abitazioni e attività economiche.

L’associazione ricorda inoltre che, secondo i dati Ispra, negli ultimi cinquant’anni lungo i litorali italiani sono spariti oltre 40 milioni di metri quadrati di spiagge. Da qui la richiesta di un intervento nazionale. Legambiente denuncia infatti la mancanza, in Italia, di un piano specifico per l’adattamento delle coste alla crisi climatica e chiede di lavorare con urgenza anche sullo stanziamento delle risorse necessarie ad attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

Foto repertorio

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