Un furto in appena cinque minuti, il tempo di lasciare l’auto parcheggiata per fare la spesa. È solo uno dei tanti episodi che si stanno ripetendo a Bari negli ultimi tempi. Casi come quello della Fiat 500L nera portata via da un posto riservato ai disabili in via Devitofrancesco, stanno divenendo una triste consuetudine.
Episodi che si inseriscono in un quadro che i numeri raccontano da anni. La provincia di Bari resta stabilmente tra le più colpite d’Italia dal fenomeno dei furti d’auto, con una progressione delle denunce che ha toccato quota 5.886 nel 2020, 6.060 nel 2022 e 6.181 nel 2023, sempre a ridosso del quarto posto nazionale dietro Barletta-Andria-Trani. Nel 2024 il tasso è sceso a 472,7 denunce ogni 100mila abitanti secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore su dati del Viminale, un lieve calo rispetto all’anno precedente che comunque non toglie a Bari il ruolo di provincia sotto osservazione, sesta in Puglia per questo specifico indicatore. Sul fronte investigativo, il bilancio dei Carabinieri relativo al periodo tra maggio 2024 e maggio 2025 ha registrato una diminuzione dei furti d’auto e in appartamenti del 18%, mentre la Questura di Bari, nel report relativo ai primi undici mesi del 2024, ha parlato di un calo dei furti in città del 12%. Le forze dell’ordine hanno intensificato negli stessi mesi le operazioni contro le bande specializzate: a febbraio 2025 i Carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone accusate di aver preso di mira gli automobilisti nei parcheggi dei centri commerciali cittadini e nelle vie vicine al porto, mentre a Carbonara la Polizia di Stato ha arrestato due uomini sorpresi mentre manomettevano la centralina di una Ford Fiesta dotata di sistema satellitare.
Al di là dei numeri di piazza, resta la domanda che le vittime si pongono più spesso: perché toccano sempre gli stessi modelli. Il mercato dei furti è guidato dalla facilità di rivendita del veicolo intero o dei suoi pezzi di ricambio. I modelli più ricercati dai malviventi sono quelli a larga diffusione, caratterizzati da una fascia di prezzo medio-bassa che garantisce una domanda costante nel mercato nero dei pezzi di ricambio, e tra i più esposti figurano proprio la Fiat Panda e la Fiat 500, insieme alla Lancia Ypsilon, alla Fiat Punto e alla Volkswagen Golf. A complicare ulteriormente la situazione contribuiscono i sistemi keyless, l’apertura senza chiave installata su un numero crescente di veicoli: la facilità con cui i ladri riescono a clonare il segnale del telecomando ne ha fatto un bersaglio preferenziale per le bande specializzate.