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Pensava di avere la scoliosi, ma aveva un raro tumore nel torace: rimosso al Giovanni Paolo II di Bari

Il tumore pesava 3,5 chili: nove ore l'intervento

Pubblicato da: redazione | Mer, 5 Agosto 2026 - 09:51
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Quella che sembrava una semplice alterazione della postura si è rivelata una patologia ben più grave. Una donna di 48 anni, convinta che il progressivo incurvamento del tronco fosse dovuto alla scoliosi, si è sottoposta a una radiografia. L’esame ha invece evidenziato una voluminosa massa nell’emitorace destro: si trattava di un tumore fibroso solitario, una rara neoplasia che occupava quasi completamente il torace.

La paziente, sorprendentemente quasi priva di sintomi, è stata successivamente presa in carico dall’équipe di Chirurgia Toracica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, diretta dal dottor Gaetano Napoli. Gli approfondimenti diagnostici hanno mostrato una situazione estremamente delicata: il tumore, del peso di circa 3,5 chilogrammi e delle dimensioni di 30×25×25 centimetri, aveva determinato un marcato spostamento del mediastino, lo spazio centrale del torace, verso sinistra, con una severa compressione della trachea, dei bronchi, della vena cava superiore e dell’arteria anonima, strutture ormai prossime alla completa chiusura. Contestualmente, la neoplasia aveva deformato progressivamente la parete toracica, determinando un progressivo incurvamento del tronco che non era dovuto a una patologia della colonna vertebrale, bensì all’effetto meccanico esercitato dalla massa.

Il caso è stato valutato dal team multidisciplinare di Oncologia medica toracica che, considerata la gravità del quadro anatomico, ha deciso di procedere senza ulteriori attese all’asportazione chirurgica della neoformazione.

«Quando abbiamo preso in carico la paziente ci siamo trovati di fronte a una situazione anatomica di eccezionale complessità – spiega il dottor Gaetano Napoli, direttore della Chirurgia Toracica dell’Istituto–. Pur in assenza di sintomi significativi, il tumore aveva ormai compresso le principali strutture del torace, incluse le vie respiratorie e importanti vasi sanguigni. Ulteriori attese avrebbero comportato rischi elevati, per questo abbiamo programmato un intervento estremamente complesso con l’obiettivo di asportare completamente la neoformazione preservandone l’integrità».

L’intervento, durato nove ore, ha richiesto il lavoro congiunto di chirurghi toracici, anestesisti e del personale infermieristico di sala operatoria. Le dimensioni del tumore e la sua ricca rete di vasi sanguigni, definita in medicina neovascolarizzazione, hanno reso la procedura particolarmente impegnativa, sia per l’elevato rischio di emorragia sia per i profondi sbalzi emodinamici provocati dalla mobilizzazione della massa. Per raggiungere e isolare completamente il tumore sono stati necessari diversi e complessi accessi chirurgici al torace, tra cui una sternotomia mediana e più toracotomie, indispensabili per completare l’asportazione in totale sicurezza.

«La difficoltà non era legata soltanto alle dimensioni del tumore – prosegue Napoli –. Ogni manovra di mobilizzazione modificava gli equilibri emodinamici della paziente, mentre la ricca neovascolarizzazione aumentava significativamente il rischio emorragico e rendeva particolarmente complesso il controllo dell’emostasi. È stato un autentico lavoro di squadra tra chirurghi toracici e anestesisti, che hanno operato in perfetta sinergia durante tutte le fasi dell’intervento».

«Questo intervento conferma la capacità del nostro Istituto di affrontare con successo anche i casi di maggiore complessità – dichiara il Direttore Generale Tommaso Stallone –. Un risultato reso possibile da un’organizzazione multidisciplinare in cui competenze chirurgiche, anestesiologiche, assistenziali e diagnostiche operano in stretta integrazione. È questo il valore del nostro Istituto: mettere la persona al centro e offrire ai pazienti percorsi di cura fondati su professionalità altamente qualificate, ricerca e tecnologie avanzate».

L’intervento si è concluso con l’asportazione completa del tumore fibroso solitario. La paziente ha avuto un decorso post-operatorio regolare ed è stata dimessa in buone condizioni cliniche cinque giorni dopo l’intervento.

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