L’anno scolastico è ormai formalmente partito, ma per le migliaia di docenti precari della provincia di Bari il copione si ripete identico a se stesso, delineando una crisi strutturale nel sistema di reclutamento. Con la chiusura delle prime tornate di nomine a tempo determinato da parte degli Uffici Scolastici, il bilancio tracciato in una nota dettagliata della Flc Cgil Puglia fotografa un vero e proprio imbuto occupazionale per il capoluogo e la sua provincia. Sebbene il numero complessivo dei contratti annuali o fino al termine delle attività sia salito a quasi 13mila unità in tutta la regione, l’incremento è trainato esclusivamente dai docenti di sostegno nominati sui cosiddetti “posti in deroga”.
I dati provinciali elaborati dal sindacato evidenziano una realtà schiacciante: nel territorio di Bari, su un totale di 4.292 supplenze conferite, ben 3.710 sono state assegnate sul sostegno, toccando una percentuale record dell’86,4%. Questo significa che lo spazio per gli aspiranti docenti che desiderano insegnare la disciplina per cui hanno studiato e si sono laureati è ormai ridotto al lumicino. Per lavorare nelle scuole baresi, il passaggio dal sostegno è diventato un obbligo di fatto.
A rendere la situazione ancora più critica è il macroscopico divario tra il personale disponibile e i posti effettivamente assegnati. Nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) di Bari sono iscritte ben 20.114 persone in prima fascia, ossia docenti già abilitati nelle materie comuni. Di questa enorme platea di professionisti, appena il 2,89% ha ricevuto una nomina sulla propria materia di insegnamento.
Le uniche reali chance di impiego si concentrano tra i possessori del titolo di specializzazione sul sostegno, un percorso che richiede notevoli sacrifici personali ed economici. In questo comparto, su 6.414 docenti specializzati registrati a Bari, il 57,84% è riuscito a ottenere un incarico. Tirando le somme della sesta tornata analizzata dalla FLC CGIL Puglia, meno di un docente precario su cinque (tra abilitati e specializzati) ha iniziato l’anno con un contratto stabile, mentre l’80% della platea barese resta sospinto nell’attesa delle supplenze brevi o escluso del tutto dal mondo del lavoro, intrappolato in un sistema segnato dalla sovrapposizione continua di concorsi consecutivi.