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Bari, clan e riciclaggio attraverso slot e videopoker: chiesto il processo per 102 persone

L'inchiesta sulle presunte infiltrazioni mafiose nel settore delle sale giochi

Pubblicato da: redazione | Ven, 23 Ottobre 2026 - 18:48
procura tribunale

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 102 persone coinvolte nell’inchiesta su una presunta organizzazione criminale che avrebbe favorito l’infiltrazione dei clan mafiosi nell’economia locale attraverso il controllo di sale giochi, slot machine e videolottery. Le attività sarebbero state utilizzate per riciclare denaro proveniente dagli affari illeciti dei clan Diomede e Mercante, anche grazie alla collaborazione di un commercialista ritenuto compiacente.

Le accuse contestate a vario titolo comprendono associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e violenza privata, con l’aggravante del metodo mafioso, oltre a peculato, bancarotta fraudolenta e reati tributari. Tra le persone per le quali è stato chiesto il processo figurano soggetti con precedenti penali, professionisti e imprenditori baresi, tra cui i fratelli Massimiliano, Alessandro e Antonio Snidar, titolari di sale giochi che, secondo gli investigatori, sarebbero state coinvolte nelle attività illecite. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe anche un presunto sistema di compravendita di ticket vincenti, attraverso il quale l’organizzazione avrebbe cercato di giustificare la disponibilità di denaro di provenienza criminale.

Secondo la ricostruzione accusatoria, i biglietti attestanti le vincite venivano acquistati da giocatori che avevano effettivamente ottenuto i premi e che, in cambio di denaro, accettavano di cederli. Le vincite sarebbero state quindi attribuite fittiziamente a soggetti legati ai clan mafiosi locali, anziché ai reali vincitori. In questo modo, sempre secondo gli inquirenti, i proventi delle attività criminali potevano essere presentati come somme legittimamente ottenute attraverso il gioco, fornendo una giustificazione apparentemente lecita alla disponibilità di denaro. Un meccanismo che, nell’ipotesi della Procura, avrebbe consentito alle organizzazioni mafiose di riciclare i propri guadagni e di rafforzare la presenza nel tessuto economico barese, sfruttando le attività commerciali legate al settore del gioco. L’inchiesta aveva già portato, nel luglio scorso, all’arresto di 20 indagati. Con la richiesta di rinvio a giudizio per 102 persone, il procedimento si avvia ora alla fase dell’udienza preliminare, durante la quale sarà valutata la richiesta della Procura. La prima udienza è fissata per il 9 dicembre e si svolgerà nell’aula della Corte d’Assise di Bari.

Foto repertorio

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