Jupiter’s Legacy vol. 1 di Mark Millar e Frank Quitely – Recensione

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Il fumetto supereroistico è una delle realtà più consolidate di questa industria, soprattutto grazie a solide fondamenta rappresentate da oltre settant’anni di storia e storie. Una delle critiche più inflazionate che vengono mosse a questo genere narrativo, talvolta a ragione, è quella che vede in questi personaggi e universi narrativi una certa mancanza di realismo, motivazione che va a creare una certa stereotipia “da fiction”.

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Da sempre, si sentono o leggono osservazioni, che spesso non sono altro che chiacchiericcio da bar o poco più, del tipo, “Ma se Superman ha poteri che lo rendono un dio tra gli uomini, perché non prende il controllo del mondo, smantellando ogni arsenale militare, annichilendo ogni criminale, e assoggettando ogni realtà al suo volere?”

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Di fatto, i comics dei supereroi nascono come lettura di puro ed estemporaneo intrattenimento dedicata a un pubblico giovane, magari con una certa funzione didascalica, ma pur sempre con protagonisti alieni che volano, tizi che si trasformano in giganti verdi, dèi norreni con martelli magici, scienziati che dopo un “bagno chimico” riescono a correre più veloce della luce, e così via.

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Nel tempo, però, i giovani lettori di un tempo sono divenuti adulti, e nuove generazioni (magri gli stessi figli di questi) si sono affacciate a questo genere narrativo. Col tempo, quindi, anche il suddetto si è evoluto, specie nell’ultimo ventennio, anche grazie alla notevole spinta propulsiva rappresentata dai blockbuster cinematografici, cosiddetti cinecomic, che hanno portato sul grande schermo personaggi come Batman, Iron Man, Spider-Man, Capitan America, Superman e compagnia: questo fenomeno, di grandissimo successo (e conseguenti introiti) ha reso, da un lato, estremamente popolari questi character, anche a un vasto pubblico che non aveva mai aperto un fumetto prima, e, dall’altro, ha dovuto necessariamente adattare personaggi, location e storie che un tempo erano “fabbricate” esclusivamente con matita, inchiostri e colori, a un contesto reale, in live-action, dove attori in carne e ossa impersonano i supereroi e si muovono in un “mondo vero”, sebbene con l’importante ausilio della computer grafica.

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Fisiologicamente, dunque, l’industria del fumetto americano, specie di realtà come Marvel Comics e DC Comics, ha dovuto prendere atto di questo costante ed esponenziale mutamento, andando a infondere sempre maggiore realismo nei propri universi narrativi, così che questi potessero divenire potenzialmente più interessanti e appetibili a un pubblico di nuovi lettori, sempre però salvaguardando i concetti cardine ai quali i vecchi fan rimangono costantemente affezionati.

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Dal rapporto tra supereroe e realtà, oltre che dal concetto di legacy (“eredità”), partono le premesse per la serie a fumetti intitolata Jupiter’s Legacy, firmata da Mark Millar (testi) e Frank Quitely (disegni) e appartenente a un universo narrativo a se stante (il Millarworld) nel quale nuovi personaggi hanno preso il posto dei vari Superman, Batman, Wonder Woman, e così via.

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Negli anni ’30, un gruppo di comuni mortali giunge su un'”isola che non c’é”, dopo che questa è stata protagonista di una visione onirica del leader di questo team. Su questa landa, i personaggi entrano in contatto con una misteriosa comunità aliena, che dona loro capacità incredibili: superpoteri che li rendono supereroi, dèi tra gli uomini, in grado di cambiare e salvare il mondo.

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La scena si sposta rapidamente nel XXI secolo, dove ritroviamo i personaggi del passato oramai divenuti più che adulti, ed eroi benevoli da decenni. Questi, inoltre, hanno dato vita alla loro progenie, che ha ereditato abilità metaumane sin dalla nascita, cosa che però non li ha portati a conoscere la caducità di essere comuni mortali, impegnati a vivere in un secolo fatto di guerre e crisi economiche. Conseguentemente, la seconda generazione di “eroi” non ha quella spinta motivazionale che ha portato i loro genitori a cambiare, in meglio, il mondo, sempre però rispettando la comunità dei normali esseri umani e lasciandola libera di decidere del proprio destino, con problemi annessi.

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In questa famiglia di eroi si è venuta però progressivamente a creare una corrente di pensiero contrastante con quella dominante, che vuole che questi prendano il controllo del mondo e lo plasmino a loro immagine e somiglianza, relegando, di fatto, l’umanità a un ruolo subordinato al loro volere.

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Da queste premesse nascerà una faida intestina tra i supereroi, che vedrà i “rivoluzionari” prendere il controllo del mondo, con brutale forza. Ma, come si suol dire, non è sempre tutto oro quel che luccica…

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Mark Millar, scrittore britannico, è una delle personalità più prolifiche e influenti del fumetto di supereroi americano. Negli anni ha realizzato progetti estremamente validi, quali Civil War, Old Man Logan, Wanted, Kick-Ass, e altri ancora. Questa volta si prende l’onere di riscrivere, secondo la sua visione, la vera origine della figura del supereroe e l’evoluzione nella stessa del tempo, legandola a doppio filo con la politica. Ai disegni, troviamo un pezzo da novanta come Frank Quitely, uno degli artisti più apprezzati del campo, grazie a uno stile morbido, elegante e realistico spettacolare e unico.

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Jupiter’s Legacy, dunque, è un fumetto con grandissimo potenziale, e idee vincenti ed esplosive in grado di appassionare sia i lettori esperti di questo genere, sia coloro che, neofiti, sono alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso.

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Jupiter's Legacy vol. 1
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[table sort=”desc”]\r\nTitolo, Jupiter’s Legacy vol. 1\r\nEditore,Panini Comics\r\nTesti,Mark Millar\r\nDisegni,Frank Quitely\r\nColori,Pete Doherty\r\nCopertina,Frank Quitely\r\nFormato,17×26 – C. – 136 pp. – col.\r\nPrezzo,€ 16.00\r\nData di Uscita,4 febbraio 2016\r\n[/table]

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