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Il mio percorso è iniziato all’Istituto Alberghiero di Crispiano (TA) e parallelamente agli studi iniziavano le prime esperienze lavorative (nel periodo estivo) sulla costiera ionica. L’incontro più importante è stato quello con lo Chef Angelo Sabatelli. Questo incontro, ha aperto un vero e proprio varco nella mia mente. Mi ha formato, partendo dalle basi fino alle mille sfaccettature, ma soprattutto mi ha insegnato la vera filosofia enogastronomica d’eccellenza.

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Riguardo le fonti d’ispirazione, devo obbligatoriamente considerare l’influenza delle mie nonne e della cultura gastronomica di due grandi regioni: la Puglia e la Sicilia. La mia cucina nasce dalla contaminazione culturale della meravigliosa Taranto, la città dei due mari, e la splendida Agrigento, profumi e sapori che restano indelebili nello spirito e nella mente, come il ragù della domenica, il brodo, patate riso e cozze, le miscatedde o il semplice pane fatto in casa con ciciulina e tumazzù. Sul panorama internazionale, gli chef che ammiro sono Massimiliano Alajmo, Thomas Keller e Marco Pierre White.

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Attualmente lavoro a Borgo Valle Rita, un country resort dove sono circondato da 100 ettari di colture, tra agrumeti e orti biologici, che riforniscono direttamente la mia cucina. La mia cucina si basa sulla vera tradizione pugliese, quella senza fronzoli, quella “de panza e de sostanza” ma con un look più raffinato nella presentazione. Ho un ottimo sous chef, Carmine Chiarelli, che ha condiviso subito la mia filosofia di pensiero ed è con lui e con la mia brigata che stiamo portando avanti questo progetto.

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Non ho mete predefinite. Voglio solo continuare a fare bene, portando avanti i miei progetti e la mia filosofia e poi “speriamo che me la cavo”. Penso che la Puglia sia una terra magica partendo dal territorio, dai prodotti e poi su fino alla gente. Abbiamo grosse potenzialità che tutti ci invidiano e di questo dobbiamo farne un punto di forza. Rifarei tutte l’ esperienze che ho fatto in Puglia perché ciascuna di esse mi ha trasmesso qualcosa. Molto spesso si cerca fuori quello che si ha già nella propria terra.

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Professionalmente parlando non ho girato il mondo se non per un’esperienza a Parigi ed uno stage presso il ristorante Devero di Enrico Bartolini. All’estero ho notato che c’è una vera e propria forza motrice che gira sulla ristorazione, quindi questo dà continuità nel lavoro. Da noi questo manca, ma lo si può sempre importare eh! I locali sono pieni sia che si tratti di pizzerie sia che si tratti di ristoranti “Tre Stelle Michelin”. Ho deciso di fare carriera nella “MIA TERRA”, ho accettato questa sfida e penso di poterci riuscire, perché le mie radici e le mie tradizioni sono il mio Stile di vita.

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