Un disastro sconfortante, un’attesa infinita che dura da dodici anni e una realtà che sembra sbeffeggiare ogni promessa elettorale. Il Comitato Parco del Castello di Bari lancia l’ennesimo grido d’allarme, intriso di sarcasmo e amarezza, sulla situazione di una delle aree più prestigiose e storiche della città. Non si parla della richiesta di un lampione o di un piccolo intervento di quartiere, ma della riqualificazione di un simbolo che dovrebbe essere la priorità assoluta di chiunque amministri Bari.
Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: quello che doveva diventare un polmone verde, uno spazio sicuro per pedoni e bambini, è oggi ironicamente ribattezzato dal Comitato come il “Parco auto/moto del Castello”. Le immagini di file di veicoli che bloccano l’accesso persino ai mezzi di soccorso, come ambulanze e vigili del fuoco, sono diventate la norma. Eppure, le dichiarazioni ufficiali di fine 2025 parlavano chiaro: l’obiettivo era eliminare il rumore, le vibrazioni e l’inquinamento, garantendo dignità a una zona che vede auto parcheggiate fin quasi sui gradini della Cattedrale.
“Detto e fatto”, commenta con amara ironia il Comitato, sottolineando come la realtà sia l’esatto opposto di quella ZTL “invidiata in tutta Italia” che era stata promessa. Il degrado e la gestione della sosta nell’area del Castello rimangono una ferita aperta per i cittadini che attendono, da oltre un decennio, che la parte più identitaria della città venga restituita alla sua bellezza originale, libera dalle lamiere e dai gas di scarico.