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Il caso trivellazioni nel mar Adriatico ci interpella molto.  Ci interpella in quanto cittadini pugliesi, innamorati delle nostre bellezze paesaggistiche e naturalistiche, che con passione intendiamo tutelare da ogni speculazione. Ci interpella anche in quanto rappresentanti delle istituzioni: è nostro obbligo far sì che sempre si difenda l’inesauribile patrimonio di cui disponiamo, un concentrato di splendori che costituisce l’autentico vanto della Puglia.

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L’impegno sul tema, allora, non può che essere serio e coerente, mai domo nel cercare di portare a casa, il 17 aprile, un successo storico per la salvaguardia dei nostri tesori.

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Sì, perché non può esistere – lo diciamo da sostenitori del libero mercato e della crescita economica- uno sviluppo che così sfrontatamente cerchi di attentare alle ragioni della natura, direi del creato, in aderenza alle tesi di grande attualità che papa Francesco ha esposto nell’enciclica “Laudato si’”.

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La convinzione, quindi, è che rispettare la natura, evitandone ogni scempio demolitore, significhi rispettare noi stessi.  E una politica attenta alle ragioni profonde del suo territorio non può che far suoi i legittimi timori dei cittadini su una tematica così stringente.  In questa battaglia di civiltà il primo avversario è l’astensionismo, a favore di cui si è ufficialmente schierato il Partito Democratico che, così, sostiene la politica delle trivellazioni e dello sfruttamento.

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Infatti, il governo Renzi, dopo aver rilasciato concessioni all’estrazione del petrolio nel nostro mare, ha persino evitato l’accorpamento del referendum con le amministrative, col chiaro scopo di boicottare l’esito della volontà popolare, causando anche inconcepibile e notevole sperpero di denaro pubblico.

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Se si parla di economia al Sud e in Puglia, si parla necessariamente di turismo, messo seriamente a rischio da inopportune e pericolose trivellazioni.  Così come la pesca, settore tradizionale pugliese, il cui comparto è assolutamente da tutelare. Dunque, il nostro forte invito ai cittadini è di andare a votare per raggiungere il tanto sospirato quorum, necessario a rendere valide le consultazioni di natura referendaria, votando convintamente SI per bloccare le trivelle.

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Il nostro territorio e il nostro mare non si toccano e si difenderà sempre la loro inestimabile bellezza. La Puglia, il suo mare e le sue coste sono troppo importanti per arretrare di un millimetro l’asticella del nostro impegno politico.  Non deve passare lo sfruttamento del nostro territorio.

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Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia


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