BARI – Il boss di San Girolamo, Umberto Lorusso, rischia l’ergastolo. Il pm Renato Nitti ha chiesto la massima pena per colui che viene accusato di essere il mandante dell’omicidio del rivale, il capo clan Felice Campanale, ucciso il 28 agosto del 2013 nel rione Poggiofranco, all’ingresso di un parco per bambini. Per i due presunti esecutori materiali del delitto, Giacomo Pappagallo e il collaboratore di giustizia Raffaele Petrone, sono stati chiesti rispettivamente 30 e dieci anni di reclusione. I tre rispondono di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso. Una condanna a sette anni di carcere è stata chiesta anche per Giacomo Campanale, figlio della vittima, accusato di ricettazione e porto d’armi con riferimento alla sparatoria contro il portone della casa di Lorusso. Stando alla ricostruzione effettuata dagli investigatori, coordinati dalla Dda di Bari, la sera del delitto Pappagallo e Petrone, incappucciati e su ordine di Lorusso, avrebbero “esploso all’impazzata – dicono gli inquirenti – numerosi colpi di pistola 357 magnum, ferendo a un polpaccio un ragazzo che stava passeggiando a pochi metri di distanza”. Il 19 maggio prosegue il processo.

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