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Siamo abituati a pensare che la trascuratezza dei bambini riguardi soprattutto la povertà economica o culturale: i bambini trascurati sono quelli che vivono in carenti condizioni igieniche, denutriti, spesso malati.\r\n\r\nEffettivamente la trascuratezza è definita come un tipo di maltrattamento legato alla mancata prestazione di cure necessarie adatte all’età dei piccoli. Se, tuttavia, si parla di “cure necessarie” non si fa riferimento unicamente all’essere nutriti, coperti, puliti, curati. Fondamentale è infatti la cura emotiva che aiuta a sviluppare nel bambino il senso di identità, di autostima e di controllo dell’ambiente, importanti per sviluppare le competenze sociali.\r\n\r\nÈ proprio questa modalità di cure che tende a mancare sempre più nella società contemporanea, anche in presenza di buone risorse economiche e culturali. Pensate a quei genitori che hanno una vita lavorativa piena, così piena da invadere la maggior parte della loro giornata. Questi genitori sicuramente cercheranno di non far mancare nulla ai loro figli: per il pomeriggio saranno seguiti nei compiti a casa da persone competenti, seguiranno i migliori corsi sportivi, verranno affidati ai professionisti più esperti da tutti i punti di vista. Diranno che ai loro figli “non manca niente”, ma in realtà anche questa potrebbe essere una forma di trascuratezza, seppur celata.\r\n\r\nOppure pensiamo alle abitudini quotidiane, come quelle alimentari. Da una parte ci potrebbe essere un comportamento ossessivo circa la tipologia di dieta da far seguire al bambino: vegana, vegetariana, proteica e così via. D’altra parte ci potrebbe essere la sostituzione degli alimenti sani, “familiari”, con un tipo di alimentazione più industriale. Questo potrebbe avere conseguenze negative non solo dal punto di vista prettamente fisico-salutare (proprio la Puglia è al secondo posto in Italia per i tassi di obesità), ma verrebbe anche a mancare un momento di condivisione, di quotidianità e di educazione alimentare essenziale. In questo modo per quanto possano essere felici i propri figli mangiando un panino con patatine fritte non si va in contro al loro bene. In questo modo si assecondano i loro desideri ma non i loro bisogni.\r\n\r\nUn altro esempio di trascuratezza emotiva è la mancanza di condivisione. La società di oggi ci impone ritmi frenetici, il tempo che si passa a casa è sempre minore, ma proprio per questo bisognerebbe cercare di “ottimizzare” questi tempi. Se il tempo è poco cerchiamo di ricucire quei momenti di intimità, di vicinanza, anche con la semplice lettura di un racconto nei dieci minuti prima dei sogni d’oro, anche con la preparazione della cena tutti insieme.\r\n\r\nLa famiglia è la palestra sociale per il bambino, è la prima finestra sul mondo. È la relazione con i genitori sarà la base della vita relazionale del bambino, da cui ne dipenderà la qualità ed è importante non sottovalutarla. Se il punto di riferimento fondamentale per il bambino tende ad essere disinteressato, trascurante e distanziante il bambino potrà apprendere di essere incapace, non meritevole d’amore e che il mondo è ostile e infedele. La trascuratezza emotiva è silenziosa, fa meno rumore del maltrattamento fisico o sessuale. Fa meno rumore all’esterno ma può portare molta sofferenza nel mondo interno e se si fallisce nel dare al bambino questo tipo di cure si fallisce nel provvedere ad uno degli elementi essenziali per lo sviluppo delle capacità fisiche, intellettuali ed emozionali della persona.


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