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BARI –  Uno “sportello dell’onestà” per raccogliere, anche in anonimato, le segnalazioni degli studenti e iniziative per tutelare l’immagine dell’Università Aldo Moro. Il rettore Antonio Uricchio prende carta e penna e invia una lettera all’intera comunità accademica. Per rimarcare quanto sta rivelando l’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto di tre persone, tra le quali una ex funzionaria dell’Università, in merito a presunte irregolarità nel concorso per l’abilitazione alla professione di avvocato.\r\n\r\nLa lettera del rettore\r\n\r\n”Come purtroppo noto – si legge nella nota –  il nostro Ateneo è di nuovo stato coinvolto in una vicenda giudiziaria e mediatica, che, per l’ennesima volta, mina l’immagine della nostra comunità. Un grande Ateneo come il nostro, fatto di persone, studenti, docenti, tecnici amministrativi, che studiamo e lavorano con passione e spirito di dedizione e che raggiungono risultati eccellenti in tanti settori, appare agli occhi dell’opinione pubblica in una luce completamente diversa”. Uricchio fa appello alla magistratura. ” Sarà la magistratura, nella quale riponiamo tutta la nostra fiducia, che accerterà i fatti e le eventuali responsabilità dei singoli nel rispetto delle garanzie della difesa. L’Ateneo di Bari Aldo Moro, il cui prestigio deriva anche dalla sua storia e dello Statista a cui è intitolato, avverte pienamente la responsabilità della funzione ad essa affidata. Una funzione che non può esaurirsi nella trasmissione del sapere e degli strumenti professionali che consentano l’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni, ma che deve orientarsi verso la crescita morale, contribuendo a rendere i nostri ragazzi donne e uomini migliori, cittadini informati e critici, impegnati nel progresso morale e materiale della società”.\r\n\r\nDa qui le proposte per risollevare l’immagine dell’Ateneo. “È per questo motivo che già dalle prossime ore avvieremo azioni positive a tutela dell’immagine della nostra Università, istituendo uno sportello dell’onestà presso il Garante degli Studenti – scrive ancora Uricchio –  con la collaborazione degli studenti stessi, e avviando iniziative formative e di promozione dei valori e di regole comportamentali con il coinvolgimento dell’Osservatorio etico di Ateneo, istituito da qualche mese”. E conclude riportando le parole di Papa Francesco.”La vostra via maestra sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonestà e dei facili compromessi. La legge suprema sia in tutto l’attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile. Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno”.\r\n\r\nUniversità parte civile\r\n\r\nLo sportello sarà attivato nei prossimi giorni. “Servirà – aggiunge il rettore a Borderline24 – a raccogliere segnalazioni, proposte, idee per contrastare il malcostume e promuovere valori ed etica comportamentale. Speriamo che con il controllo sociale e la sfida educativa riusciamo a fermare chi rovina l’immagine del nostro Ateneo”. L’Università è inoltre pronta a costituirsi parte civile, in caso di rinvio a giudizio delle persone coinvolte nell’inchiesta.\r\n\r\n \r\n\r\nLe reazioni degli studenti\r\n\r\nSulla questione interviene l’associazione Link.  “Ci rammarica scoprire che l’Ateneo abbia bisogno di episodi sgradevoli per incentivare la lotta alla corruzione – commenta Luca Ieva, coordinatore del sindacato studentesco Link – in quanto pochi mesi fa, quando abbiamo proposto la campagna Riparte il Futuro con le associazioni Libera e ADI, ci è stato risposto più volte da membri dell’amministrazione che l’Università non avesse bisogno di più trasparenza e di uno sportello per le segnalazioni anonime. Chiederemo e viglieremo quindi che l’annuncio del Rettore venga seguito dai fatti e non possa costituire una semplice operazione di ripulitura dell’immagine.  Inoltre chiederemo che i presidenti delle commissioni d’esame siano responsabili del fatto che, nelle stesse commissioni, possano essere ammessi solo altri docenti o cultori della materia accertati”.


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