BARI – Sette ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale barese Giovanni Anglana, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti  responsabili di associazione per delinquere finalizzata a rapine aggravate a tir e sequestro di persona in danno di autotrasportatori.\r\n\r\nLe indagini condotte dai carabinieri e dirette dal pm Fabio Buquicchio, sono partite da settembre 2015 a seguito della preoccupante escalation verificatasi agli inizi del secondo semestre dello scorso anno a Bari, nel suo hinterland e nella provincia Bat, di  rapine ai TIR carichi della più svariata merce, tra cui capi firmati e oggetti tecnologici di ingente valore, con contestuale sequestro dei conducenti – spesso stranieri – dei mezzi pesanti.\r\n\r\nIl gruppo criminale\r\n\r\nL’attività investigativa ha messo in luce l’esistenza di una vera e propria banda strutturata e specializzata che utilizzava di armi in grado di assicurare la protezione e la fuga dei malviventi nel caso di conflitti a fuoco con le forze di polizia.  Per quanto ricostruito dagli inquirenti, i criminali, affiancavano i veicoli pesanti da rapinare, costringendo i conducenti ad abbandonare i mezzi che, guidati da uno dei complici, venivano instradati in depositi a disposizione del gruppo in zone isolate della provincia barese. Successivamente sia i tir privati della merce che gli autisti, che nel contempo venivano tenuti sotto sequestro imbavagliati e coperti a bordo di una delle auto usate dai delinquenti, venivano abbandonati in aree diverse e lontane dalla rete stradale principale per ritardare l’allarme. Messa a segno la rapina, a distanza di poche ore, gli indagati provvedevano a immettere i beni sottratti nel mercato illegale parallelo, attraverso una fitta rete di ricettatori compiacenti.\r\n\r\n\r\n\r\nI capi della banda\r\n\r\nL’inchiesta ha tra l’altro ben delineato i ruoli rivestiti da ciascun aderente in seno alla compagine, individuandone i principali in due sorvegliati speciali affiliati allo storico clan Parisi Giuseppe Scorcia e Michele Genchi nonché i sodali che materialmente si occupavano di assaltare gli autotreni e di sequestrarne i rispettivi conducenti e quelli che assicuravano lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di scarico della merce.\r\n\r\nUna donna “insospettabile” nella banda\r\n\r\nL’indagine ha consentito di attribuire con certezza al gruppo criminale, del quale faceva parte anche una donna incensurata (ora ai domiciliari) la commissione di ben sei rapine in meno di due settimane, con vari tipi di merce sottratta ed un valore totale di circa 300mila euro di quella recuperata. La donna, fingendosi amante di uno dei componenti per non creare sospetti, aveva il compito di fare “da palo” fungendo da vedetta e assicurando la necessaria sicurezza durante le operazioni di scarico della merce all’interno dei capannoni.\r\n\r\nGli arrestati \r\n\r\nMichele Genchi, Giuseppe Scorcia, Giuseppe Genchi, Giuseppe Ottomano, Michele Bellomo, Angelo Digiesi, Annarita Iusco\r\n\r\n \r\n

 

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