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BARI – Welfare, sicurezza e lavoro. Il Consiglio comunale, dopo il piano delle opere pubbliche, approva il bilancio: la manovra finanziaria che prevede spese per 376 milioni di euro e che punta, come riferito dall’assessore al ramo, Dora Savino, alla salvaguardia dei servizi esistenti, a cominciare dal Welfare. Questo è stato possibile grazie ad un’accorta attività di spending review e al contributo derivante dalle attività di contrasto all’evasione.

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Il Welfare assorbe il 20 per cento della spesa complessiva, pari a 64 milioni di euro e coinvolge oltre 1200 anziani, 860 disabili, 2500 minori, per un totale di 10mila cittadini seguiti ogni anno. Sono oltre 7mila i baresi che usufruiscono degli interventi per il contrasto alla povertà, 400 persone si sono rivolte al centro antiviolenza.  Da questi numeri è nata quindi la necessità non solo di confermare i servizi, ma dove possibile, di potenziarli.

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Particolare attenzione è stata riservata al capitolo dell’ordine pubblico e della sicurezza, con uno stanziamento di 31 milioni di euro che saranno utilizzati per incrementare le attività della polizia municipale (con pattugliamenti mirati fuori dalle scuole e nei principali luoghi di aggregazione). Da quest’anno, inoltre, si procederà con il potenziamento e miglioramento della rete di comunicazione e di tracciamento delle segnalazioni pervenute dai cittadini e degli interventi effettuati con un miglior utilizzo dei sistemi di videosorveglianza.

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Ed ancora servizi per il diritto allo studio, 5 milioni e 200 mila euro per la riqualificazione delle periferie, 100mila euro per la promozione turistica (sarà indetta una gara per individuare un brand per la promozione di Bari a livello nazionale e internazionale).

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Confermati i fondi per la cultura (tra le principali iniziative la costituzione del polo delle arti contemporanee nel Margherita e nel mercato del pesce) e per lo sport.

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“Questi non sono tempi facili per le economie di un ente locale – dichiara l’assessora Savino – eppure siamo riusciti a chiudere il bilancio mantenendo inalterati i servizi ai cittadini e garantendo le agevolazioni per particolari categorie economiche, produttive e sociali. Come lo scorso anno intendiamo investire in opere pubbliche che migliorino la città e favoriscano il lavoro di piccole e grandi aziende. Per questo per la prima volta abbiamo previsto 2, 2 milioni  di euro per la costituzione di un fondo di progettazione, al fine di candidare più celermente progetti per ottenere finanziamenti europei e statali”.

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Dure le critiche dell’opposizione, che punto per punto, ha messo in discussione l’intera manovra finanziaria. “L’assessore Savino – denuncia Irma Melini del gruppo misto – ha riservato 50mila euro per la cultura e 25mila euro per lo sport a tutti i municipi. Qualcuno dovrebbe spiegarle che abbiamo ben due municipi grandi quanto la città di Lecce ai quali era doveroso riconoscere più risorse rispetto agli altri. Inoltre sono scomparse dal bilancio le risorse alla voce interventi per la famiglia e per il diritto alla casa. Insomma, in questo bilancio di previsione mancano proprio i cittadini”.


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