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Si chiama Art Bonus ed è il programma, avviato nel marzo scorso, che permette ai privati di contribuire a ristrutturazioni e riqualificazioni di beni storici cittadini, dalla Colonna Infame al Fortino. Ma in due mesi sono stati raccolti solo 200 euro, donati da un’associazione sommelier pugliese per il Fortino. Anche se sta per arrivare – assicura l’assessore alle Culture Silvio Maselli – un contributo importante da parte di una banca.

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I beni da riqualificare

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In elenco c’è la manutenzione e il restauro del piano terra e del primo piano del Fortino di Sant’Antonio (al costo rispettivamente di 45 mila e 75mila euro), la pulizia e la valorizzazione della Colonna Infame al costo di 15mila euro, il restauro conservativo della chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio al costo di 20mila euro, la valorizzazione e il restauro delle 300 edicole votive del centro storico (al costo di 6mila euro l’una o di 180mila euro complessivamente). Ed ancora, le collezioni artistiche in legno conservate nel museo civico (25mila euro), le opere e i disegni su carta (come i bozzetti originali delle carte da gioco che la fabbrica Murari stampava a Bari a fine Ottocento, al costo di 30mila euro), le fotografie della Grande Guerra (20mila euro) tutte custodite dal Museo civico ed infine 80mila euro per la realizzazione dell’ascensore interno di casa Piccinni.

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La promozione di Art Bonus

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Per rilanciare il programma il Comune, in collaborazione con Telebari, ha preparato uno spot televisivo. “Vorrei fare un appello ai baresi  – dichiara il sindaco Antonio Decaro – ai singoli cittadini, alle piccole realtà commerciali e imprenditoriali che vivono e lavorano nelle zone dove si concentrano le nostre bellezze artistiche, affinché siano loro i primi a cogliere questa straordinaria opportunità per migliorare lo stato delle cose che ci circonda”.

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“Siamo il primo Comune  in Puglia e nel sud Italia ad aver valorizzato la misura dell’Art bonus varata dal Governo – spiega l’assessore alle culture Silvio Maselli -. Abbiamo pubblicato un elenco di beni pubblici di cui i cittadini possono prendersi cura ottenendo una defiscalizzazione del 65 per cento in tre anni, partendo dalle edicole votive e dal Fortino di Sant’Antonio. L’altra novità che annunciamo oggi è che chiunque volesse finanziare il restauro o la ristrutturazione di un bene che al momento non è inserito nell’elenco pubblicato dal Comune, può farlo, ed entro 10 giorni l’amministrazione provvederà ad inserirlo nella lista”.

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Il brand

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Il Comune è pronto a lanciare un concorso per individuare un brand da associare alla città di Bari. “Quest’anno – conclude Decaro –  abbiamo inserito nel bilancio i fondi per una campagna di brand identity che serva a comunicare la nostra città in maniera definita, omogenea e che finalmente ci permetta di farci conoscere nel mondo. A questa affiancheremo un piano di marketing territoriale per prepararci all’appuntamento con Matera 2019 e fare del turismo e dell’attrattività non solo un’occasione per Bari ma una vera e propria opportunità di sviluppo per l’intera area metropolitana”.


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