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Dopo la difesa e il centrocampo, concludiamo con l’attacco l’analisi, reparto per reparto, della stagione del Bari. Non ci sono dubbi, Rosina è stato di gran lunga il migliore, probabilmente dell’intera rosa. Senza di lui… meglio non pensarci. Puscas il più ingiustamente criticato, Maniero avrebbe potuto fare di più ma il suo anno, complessivamente, è stato positivo. Non si può dire lo stesso per De Luca e Sansone. Ecco i voti:\r\n\r\n8 ROSINA Senza di lui che Bari sarebbe stato? Probabilmente anche l’obiettivo play off sarebbe stato un miraggio, il fantasista ex Catania ha trascinato i biancorossi a suon di gol (9 in campionato 2 contro il Novara) e assist. Ha avuto una partenza lenta, colpa anche di una precaria condizione fisica. Ma quando ha messo benzina nel serbatoio si è acceso e non si è fermato più. Gemme pure alcune reti, vedi quella con la Pro Vercelli, nei momenti più difficili si è caricato il Bari sulle spalle e si è assunto le responsabilità come solo un vero leader sa fare. Ha divertito il pubblico del San Nicola con giocate da stropicciarsi gli occhi, non temiamo smentite nell’affermare che è stato il migliore in assoluto. Per distacco\r\n\r\n6,5 MANIERO E’ stato spesso criticato per la sua forma fisica non sempre apparsa al top, ma non si può dimenticare che ha segnato 13 gol calciando un solo rigore, che in mezzo all’area ha fatto ogni sabato a sportellate da solo contro tutte le difese, si è sacrificato, è stato un punto di riferimento in avanti per i compagni, è stato anche decisivo. Ci si aspettava qualcosa di più? Probabilmente si, qualche rete in più era legittimo ipotizzarla ad inizio stagione ma, complessivamente, il campionato di Maniero è andato oltre la sufficienza, considerando anche i problemi fisici con i quali ha dovuto convivere\r\n\r\n6 PUSCAS Un dato su tutti: ha la media di un gol ogni 4 partite. Degli attaccanti è quello che ha giocato meno, 16 partite, persino Boateng è sceso in campo più di lui. Eppure, ha la migliore media realizzativa dopo Maniero. Al di là dei numeri, che non mentono mai, il giovane romeno – alla sua prima vera stagione da professionista  – è stato troppe volte nel mirino dei tifosi, fischiato come se le colpe di una sconfitta o di una brutta partita fossero tutte sue. Con i ragazzi bisognerebbe avere pazienza, con lui il pubblico barese ne ha avuta davvero poca. E’ sembrato di rivedere lo stesso copione di oltre un decennio fa, di quella storia non idilliaca vissuta tra la piazza barese e  Di Vaio (poi approdato alla Juve e in nazionale a suon di marcature). Puscas ha dei colpi fuori dal comune, lo ha dimostrato contro il Novara: a cinque minuti dalla fine ha innescato e finalizzato l’azione dell’insperato 3 a 3. Un gol che poteva valere una stagione, una rete che racchiude, furbizia, coraggio e tecnica. Di lui sentiremo parlare\r\n\r\n5,5 DE LUCA Aveva promesso di andare in doppia cifra, si è fermato a 7 gol. Bottino magro, troppo magro. Sarà stata colpa della pubalgia, fatto sta che da marzo in poi della vera Zanzara si sono perse le tracce e la sua “assenza” ha pesato\r\n\r\n5- SANSONE L’attaccante che, appena un anno fa, ha trascinato il Bologna in A, a Bari si è intravisto solo per un paio di mesi scarsi. Pochino per chi, invece, era stato portato in Puglia per fare la differenza. Sei gol e poco più: è sembrata mancare in lui la grinta, la gioia e la spensieratezza di scendere in campo. E’ apparso il più delle volte apatico, quasi un pesce fuor d’acqua\r\n\r\n4 BOATENG Non si ricordano partite o spezzoni di partite in cui abbia convinto. Ogni occasione che gli è stata concessa è stata puntualmente sciupata. Ha giocato più di Puscas (18 partite) ma non ha mai fatto esultare i suoi tifosi, anzi spesso li ha fatti arrabbiare con giocate inutili e sconclusionate. L’ex Milan era stato acquistato e presentato come una promessa, per ora può considerarsi mancata\r\n\r\n4 PETROPOULOS Oggetto più che misterioso, uno di quei acquisti inspiegabili. Ha collezionato 5 brevi apparizioni, da gennaio è stato messo fuori rosa. Il voto largamente insufficiente è da condividere con chi lo ha tesserato\r\n\r\n 


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