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“Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza plenaria), definitivamente pronunciando sui ricorsi come in epigrafe proposti, dispone l’estromissione dal giudizio della Regione Puglia e dichiara inammissibile il ricorso contro la stessa proposto dalla società Pizzarotti & c. spa”. Si delinea il quadro nella ultradecennale contesa legata al progetto dell’impresa Pizzarotti volto a costruire a Bari un mega edificio per riunire in un solo plesso i vari palazzi di giustizia presenti nel capoluogo regionale, grazie alla sentenza del Consiglio di Stato. Il massimo organo della giustizia amministrativa ha respinto l’istanza dell’impresa in merito al progetto di costruzione.

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La posizione del sindaco Decaro

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“Siamo molto soddisfatti – dichiara il sindaco Decaro – perché si pone la parola fine ad un contenzioso che ha visto impegnato il Comune di Bari per più di dieci anni. Il Consiglio di Stato, nella sua più alta espressione ha definitivamente chiarito che, come sostenuto dal Comune di Bari, un’improvvisata ricerca di mercato estiva non poteva dar luogo all’appalto della più grande opera pubblica della città senza passare dalle procedure ordinarie che prevedono il coinvolgimento del Consiglio comunale, la regolare adozione di varianti urbanistiche e l’indizione di una trasparente gara pubblica. Da oggi possiamo finalmente progettare un futuro dignitoso per la funzione giudiziaria”.

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La querelle interminabile

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Tutto inizia nel 2003 quando viene bandita una ricerca di mercato per realizzare i nuovi uffici della giustizia. Ad aggiudicarsi quel bando fu l’impresa Pizzarotti con il progetto Cittadella nell’area dello stadio San Nicola. Progetto che rimane sulla carta perché da allora comincia una lunga contesa giudiziaria tra l’amministrazione, guidata dall’ex sindaco Michele Emiliano, contrario alla Cittadella, e l’impresa Pizzarotti. Alla fine il Comune decide di rivolgersi alla Corte di Giustizia europea che si esprime a suo favore: per la realizzazione degli uffici giudiziari bisogna seguire le procedure di gara pubblica. La ricerca di mercato, insomma, non poteva considerarsi un’aggiudicazione dei lavori. Alla fine i giudici di Lussemburgo rimbalzano la palla al Consiglio di Stato che deve mettere la parola fine alla questione. Durante l’udienza, così come era capitato a Lussemburgo, lo Stato italiano si è schierato al fianco di Pizzarotti e contro il Comune di Bari. C’è da ricordare inoltre che da settembre scorso tutte le procedure inerenti la giustizia sono passate in mano al Ministero.

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