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Tombe usate come bagni. Accade al cimitero di Bari dove i parenti dei defunti si ritrovano a pulire le lapidi dagli escrementi. Armati di stracci e acqua sono costretti a ridare dignità a chi non c’è più, cancellando i segni di chi, commettendo il reato di vilipendio alle tombe  (art. 408 codice penale), non porta alcun rispetto per un luogo sacro.\r\n\r\nQuesta volta ad essere colpita è stata una tomba di un padre gesuita di metà Novecento, situata in una zona nascosta dalle cappelle. “Siamo davvero stanchi di trovare questa situazione – denunciano i parenti dei defunti – come è possibile che non si porti rispetto neanche per questo luogo?”.\r\n\r\nBorderline24 aveva denunciato già poche settimane fa le condizioni in cui versava il cimitero, tra tombe ridotte in pezzi, rifiuti abbandonati tra i viali pieni di erbacce e dissestati e lapidi usate come bagni pubblici. \r\n\r\nOra la domanda Borderline24 la rivolge all’amministrazione comunale: quando si deciderà di tutelare questo luogo sacro?


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